La società Benefit Aton tra le Best Great Place To Work del settore IT
L’azienda trevigiana scala la classifica Best Workplaces™ Italia di Great Place To Work® Italia grazie alla cultura organizzativa che mette al centro il benessere delle persone e la qualità delle relazioni umane
Da un quarto di secolo Great Place To Work® Italia celebra l’eccellenza dell’imprenditoria nazionale stilando la classifica delle organizzazioni ritenute migliori dai propri dipendenti basandosi su un questionario che ne analizza nel dettaglio il clima interno. Tra le realtà risultate vincitrici colpisce la presenza di Aton, società Benefit e tech company veneta, che ha ottenuto il quinto posto per la categoria le aziende che hanno tra 150 e 499 dipendenti. Al risultato si aggiunge il secondo posto tra le organizzazioni che operano nell’IT, a conferma dell’importante investimento condotto internamente per promuovere una reale cultura inclusiva.

Il riconoscimento ha destato parole di orgoglio nel Ceo di Aton, Giorgio De Nardi, che sottolinea:
«Crediamo fermamente nella trasparenza partecipativa: condividere gli obiettivi e i processi significa rendere ogni collaboratore e collaboratrice un protagonista attivo del cambiamento. L’innovazione in Aton non è mai un processo calato dall’alto, ma il frutto di una visione condivisa. Come Società Benefit, la nostra missione è dimostrare che un ambiente di lavoro arricchente e inclusivo è la precondizione essenziale per generare valore sociale e qualità».
A sua volta, si sofferma sull’autenticità dei legami stretti nella tech company veneta Stefano Negroni, Chief People and Culture Officer: «Abbiamo abbattuto i silos gerarchici per favorire un clima di cooperazione e supporto reciproco, dove la trasparenza e l’ascolto sono le fondamenta di ogni interazione. Non a caso il team risorse umane lavora in simbiosi con quello del marketing e della comunicazione all’interno della stessa funzione People & Culture. Vedere team diversi collaborare con naturalezza, condividendo sfide e successi, è la prova che l’innovazione nasce da un terreno umano fertile e coeso. Investire nella felicità relazionale significa costruire una comunità resiliente, dove il rispetto e la valorizzazione delle diversità diventano il motore quotidiano della nostra eccellenza».
Tra le iniziative che hanno favorito l’ottimo posizionamento tra le Great Place To Work italiane, l’azienda può annoverare la presenza di processi di selezione inclusivi e meritocratici, poi l’Academy che si ispira alla bottega rinascimentale della formazione e il sistema premiale legato alla performance e al miglioramento continuo, armonizzato nella metodologia OKR (Objective and Key Results), in cui ogni team misura in autonomia e con responsabilità i propri risultati.
In più sono previsti anche strumenti concreti di conciliazione vita-lavoro, dall’accordo sindacale per il Service Desk con misure agevolate per i neo genitori, alla massima flessibilità oraria, fino agli accordi di smart working che garantiscono libertà di gestione e autonomia. Non è peraltro un caso che il 50% della popolazione aziendale sia composta da donne, una percentuale significativamente superiore alla media del settore ICT.
Sul senso generale della classifica stilata ogni anno, l’amministratore delegato di Great Place to Work® Italia Alessandro Zollo infine rimarca: «È ampiamente dimostrato che persone soddisfatte hanno impatti positivi sul business, sui profitti e sono in grado di fornire esperienze di qualità e valore anche al cliente finale. Spero che possiate ispirare altri leader, per aiutarci a perseguire la nostra missione: costruire un mondo migliore, aiutando ogni organizzazione a diventare un “Great Place to Work For All”».
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