Milano-Cortina 2026, un modello di successo da replicare nel futuro
Secondo una ricerca curata dall'Istituto Piepoli con WePlan, la kermesse sportiva dello scorso inverno ha raccolto consensi entusiastici da parte di tutti gli attori coinvolti per la sua capacità di coniugare sostenibilità e valorizzazione di infrastrutture esistenti e territori
Milano-Cortina 2026 come modello organizzativo replicabile in futuro. E’ questo il messaggio contenuto in una ricerca dell’Istituto Piepoli presentata la scorsa settimana in Senato. Al centro del successo della manifestazione sportiva dello scorso inverno la sua capacità di miscelare bene sostenibilità, valorizzazione delle infrastrutture esistenti e collaborazione tra territori.

Realizzata in collaborazione con WePlan, società di consulenza specializzata in candidature, pianificazione operativa e strategie di legacy per i grandi eventi, l’indagine dell’Istituto Piepoli ha messo in luce innanzitutto la presenza di un sì deciso da parte degli italiani sulla riuscita dei Giochi Olimpici, pari al 72% degli intervistati. Ancora più alta (78%) è la quota che considera replicabile il modello adottato per la manifestazione, accanto al 77% che giudica vincente aver utilizzato sedi già affermate, contribuendo così alla qualità delle competizioni. Il 79% degli italiani crede infine che questo modello potrebbe essere replicato positivamente anche per future candidature italiane a grandi eventi sportivi, culturali o espositivi.
Molto positiva è poi la percezione sul fronte economico e territoriale, con il 76% che ritiene che i Giochi abbiano avuto un impatto significativo sull’economia italiana e la stessa quota che riconosce benefici per i territori coinvolti in termini di turismo, occupazione e sviluppo.
Oltre alle reazioni più che entusiastiche dei diversi rappresentanti politici nazionali e territoriali intervenuti alla presentazione in Senato, spicca quanto ha detto Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026 e Commissario Straordinario FIGC: «WePlan, realtà di riferimento a livello nazionale e internazionale, è specializzata nella pianificazione dei ‘bid’, ovvero dei processi di candidatura per l’assegnazione di grandi eventi sportivi, quali Giochi Olimpici e Paralimpici, Campionati del Mondo ed Europei. L’azienda collabora con i principali organismi sportivi internazionali, rappresentando un’eccellenza in termini di competenze e know-how. Roberto Daneo e Giorgio Re hanno contribuito a importanti progetti e sono oggi coinvolti nella narrazione e nello storytelling di Milano Cortina 2026, seguendo il percorso dell’evento fin dalle sue fasi iniziali e contribuendo alla valorizzazione di quella che viene considerata una delle più belle edizioni dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di sempre».
A sua volta, Marco Giunio De Sanctis, Presidente Comitato Italiano Paralimpico (CIP), ha messo l’attenzione sulla capacità mostrata dal nostro Paese di organizzare due eventi di portata internazionale negli stessi luoghi, giudicandola una sfida straordinaria e aggiungendo: «Investire nell’accessibilità e nell’efficienza degli impianti paralimpici significa migliorare l’intero sistema, rendendolo più inclusivo e fruibile per tutti. È fondamentale, inoltre, far conoscere sempre di più il movimento paralimpico, promuovendone i valori e aumentando la consapevolezza collettiva. Questo significa fare cultura, abbattere le barriere e contribuire a costruire un Paese migliore, più inclusivo e attento ai diritti e alle opportunità di tutti».
Non potevano mancare le dichiarazioni di Giorgio Re e Roberto Daneo, Co-fondatori di WePlan, che hanno posto l’accento sull’approccio innovativo scelto per l’organizzazione del grande evento sportivo, una scelta che ha premiato «la visione di una progettazione attenta e di una strategia di legacy ben strutturata, capaci di generare un valore concreto e duraturo che va oltre il ritorno economico».
Da ultimo, Livio Gigliuto, Presidente dell’Istituto Piepoli, ha sottolineato l’orgoglio e l’entusiasmo circolante tra gli italiani, un dato trasversale che ha riguardato ogni generazione, permettendo alla kermesse dei Giochi Olimpici di trasformarsi in «un grande momento popolare in cui l’opinione pubblica si è sentita coinvolta».
NEWS CORRELATE