Il consulente del lavoro guarda al futuro: le cinque competenze che faranno la differenza
Nel suo articolo Luca Furfaro, consulente del lavoro titolare dello studio omonimo inserito tra i 100 Best In Class di Teamsystem e Forbes, oltre che docente e scrittore, spiega perché la sua professione sta cambiando pelle, offrendo sbocchi interessanti agli studenti di materie giuridiche ed economiche
di Luca Furfaro*

Mentre migliaia di diplomati si preparano a scegliere il proprio percorso universitario, una domanda accomuna studenti e famiglie: quali saranno le professioni più richieste e con le migliori prospettive nei prossimi anni? In un mercato in continua evoluzione, dove digitalizzazione, intelligenza artificiale e trasformazioni organizzative stanno ridisegnando i ruoli, anche le professioni tradizionali vivono una profonda metamorfosi. Tra queste spicca quella del Consulente del Lavoro, una figura che si sta lasciando alle spalle la vecchia immagine puramente amministrativa per affermarsi come partner strategico imprescindibile per la crescita e la sostenibilità delle imprese.
Molti giovani e le loro famiglie immaginano ancora il consulente del lavoro come il professionista che si occupa esclusivamente di elaborare buste paga e adempimenti burocratici. In realtà, oggi siamo chiamati ad affiancare le imprese nelle decisioni più delicate e strategiche, che riguardano direttamente la gestione delle persone, l’ottimizzazione dell’organizzazione interna e l’innovazione tecnologica.
UN PERCORSO ACCADEMICO E SBOCCHI IN FORTE CRESCITA
La professione si caratterizza per una spiccata natura multidisciplinare che unisce economia, diritto e relazioni umane. Per accedervi, è necessario conseguire una laurea in discipline economico-giuridiche (come Scienze Politiche, Giurisprudenza o Economia), svolgere un periodo di praticantato di 18 mesi (avviabile anche durante l’ultimo anno di corso grazie a specifiche convenzioni universitarie) e superare l’esame di Stato per l’iscrizione all’Albo professionale.
A chi oggi sceglie questo percorso indico cinque competenze chiave destinate a fare la differenza sul mercato nei prossimi anni.
– Saper interpretare una normativa in continua evoluzione. Il quadro normativo italiano ed europeo si muove a una velocità senza precedenti: pensiamo alle recenti e dibattute sfide introdotte dalla Direttiva UE sulla trasparenza salariale. Il valore del professionista del futuro non risiederà nella semplice memorizzazione o applicazione burocratica delle leggi, ma nella capacità di interpretarle tempestivamente e tradurle in soluzioni organizzative e contrattuali su misura, capaci di tutelare l’impresa e valorizzare i collaboratori.
– Progettare welfare aziendale e benessere organizzativo. In un mercato caratterizzato da un forte mismatch di competenze e dalla necessità di arginare fenomeni come il turnover e il nomadismo professionale (“job hopping”), attrarre e trattenere i talenti è diventata la priorità assoluta delle PMI. Il Consulente del Lavoro ha un ruolo determinante nel progettare piani di welfare aziendale personalizzati, accordi di smart working, politiche di flessibilità e work-life balance che migliorino il clima interno e aumentino la produttività.
– Leggere e analizzare i dati (“HR Analytics”) per supportare le decisioni. Il costo del lavoro, i tassi di assenteismo, la produttività e gli indicatori legati al ricambio generazionale sono dati fondamentali per comprendere lo stato di salute di un’organizzazione. Acquisire la capacità di estrarre e interpretare questi dati numerici permetterà al consulente di agire come un vero e proprio “data-driven advisor” a supporto del management.
– Agire come consulente strategico e negoziatore. Accanto al bagaglio tecnico-giuridico, le “soft skills” faranno la differenza. Capacità di ascolto, intelligenza relazionale, problem solving e attitudine alla negoziazione sindacale sono doti essenziali per gestire le relazioni industriali e mediare tra le esigenze aziendali e quelle dei lavoratori.
IL VALORE SOCIALE DELLA PROFESSIONE
I dati di categoria confermano l’enorme impatto economico e sociale dei Consulenti del Lavoro in Italia: gli iscritti assistono quotidianamente oltre 1,8 milioni di imprese, coprendo circa l’80% delle aziende private del Paese, gestendo circa 8,5 milioni di rapporti di lavoro e offrendo tutela a oltre 10 milioni di cittadini (cfr Nota 1 in fondo). Eppure, il 63% dei giovani professionisti sotto i 35 anni, senza eredità professionale, abbandona la libera professione entro 5 anni (cfr Nota 2 in fondo).
Per chi oggi si trova a decidere del proprio futuro accademico, questa professione rappresenta una straordinaria opportunità. È una carriera dinamica, multidisciplinare, ricca di sfide intellettuali e relazionali. Soprattutto, è un ruolo ad altissimo valore sociale ed etico, che ci vede agire come garanti della legalità e dell’equilibrio nei rapporti di lavoro, un presidio di civiltà che nessuna piattaforma digitale o automazione potrà mai sostituire. Il nostro studio, ad esempio, si sta espandendo in tutta Italia e ha la necessità di partner come giovani abilitati e piccoli studi che vogliano entrare nel network.
*Chi è l’autore

Laureato in Scienze Politiche all’Università degli studi di Torino e appassionato della materia giuslavoristica, Luca Furfaro partecipa abitualmente a seminari, convegni, eventi e webinar sul tema del lavoro, collabora alla stesura di manuali e scrive articoli e contributi per testate e case editrici specializzate come Giuffrè Editore, Eutekne Editore, Il Sole 24Ore e Buffetti Editore. Autore di diversi testi specialistici e co-autore del libro “Il lavoro da offrire, la proposta da accettare. Scelte consapevoli nell’era del welfare” (FrancoAngeli), tra le altre esperienze ha ricoperto la carica di Presidente dell’Associazione Giovani Cdl Torino e di Consigliere dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Torino. Attualmente è segretario generale e coordinatore del CTS della Fondazione Studi Cdl di Torino e anche membro del comitato tecnico scientifico dell’Associazione Italiana Nomadi Digitali. Specializzato nella gestione di startup innovative e di realtà con vocazione internazionale per la gestione del personale, il suo studio ha ricevuto diversi premi prestigiosi, venendo inserito dal 2022 nel Ranking di Leaders League tra i 30 studi professionali a livello nazionale che si occupano di Payroll, oltre che tra i 100 Best In Class promosso da Teamsystem e Forbes.
Nota 1: Fonte, Stati generali dei consulenti del lavoro di Roma, 2024
Nota 2: Fonte, Censis 2023, Rapporto sulle Professioni Ordinistiche
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