Le aziende top secondo le donne: svelato il ranking di Great Place To Work Italia

In classifica entrano le aziende che hanno investito in leadership femminile, con una presenza di manager donne in un caso su due

Sul podio delle aziende migliori in cui lavorare secondo le donne si collocano H&H Group, Biogen e TP. Lo ha sottolineato Great Place to Work Italia, diffondendo i dati della classifica Best Workplaces for Women, che contiene al suo interno le venti realtà imprenditoriali giudicate al top da un campione di 80 mila persone raccolto in 155 organizzazioni. Stilata come sempre tenendo conto dei diversi fattori che ostacolano la reale parità di genere nel mondo del lavoro, la classifica privilegia il settore manifatturiero e produttivo come quelli in cui la presenza femminile ai vertici è maggiore. Al terzo posto seguono biotecnologia e farmaceutica e poi i servizi professionali.

Il ranking è costruito sulla base del Trust Index medio al femminile, l’indicatore che misura il clima di fiducia interno di un’organizzazione sulla base di credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione. Per l’edizione di quest’anno se ne attesta una crescita di 12 punti percentuali (dal 73% del 2025 all’85% attuale), registrato dalla popolazione femminile delle altre aziende certificate.

Il distacco delle “the best” secondo GPTW Italia è ancora più evidente se si guarda alla gestione aziendale: nelle organizzazioni giudicate “the best” in questo ranking la percentuale di donne presenti nel management tocca il 49%, quasi il doppio rispetto al 26% (+23%) registrato nelle altre realtà certificate great place to work.

Scendendo ancora più nel dettaglio, ciò che rende particolarmente buona l’employee experience al femminile è la familiarità con l’ambiente di lavoro, che nelle venti in classifica raggiunge il 92%, contro appena il 47% della norma italiana. Quest’ultimo dato è calcolato come valore medio registrato dalle aziende italiane sui principali indicatori di Great Place To Work, ottenuto attraverso il report European Workforce Study.

Nelle aziende “best” l’87% delle donne intervistate raccomanderebbe l’azienda come un ambiente di lavoro eccellente alle persone che conosce contro solo il 43% delle altre non in classifica.

Tra gli altri driver considerati come fondamentali per comporre la classifica ci sono l’integrità e il supporto, l’accoglienza e cura, il coinvolgimento e l’imparzialità, tutti valori indicati come fortemente presenti nelle “magnifiche venti”. Al contrario, l’equità nel trattamento resta più contenuta, il che mette in luce come la strada per la parità piena sia ancora lunga.

Tra gli altri aspetti un po’ meno ottimistici c’è poi la questione delle promozioni basate sul merito: nelle aziende “best” raggiungono il 70% tra le donne e il 68% tra gli uomini, nelle certificate il 52% e il 59%, nella norma il 30% e il 29%.

In maniera analoga, l’imparzialità di trattamento indipendentemente dal genere registra i valori più alti nei best workplaces, ma nelle certificate in generale il divario resta marcato, con l’82% tra le donne e il 92% tra gli uomini. Infine, la percezione che il proprio contributo sia determinante raggiunge l’83% tra le donne dei best workplaces, contro il 68% nelle certificate e il 51% nella norma.

Beniamino Bedusa

Sui risultati dell’edizione 2026 del ranking, Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia, ha commentato: Le aziende che oggi guidano questa classifica dimostrano che investire sulla leadership femminile significa investire sulla qualità stessa della fiducia interna e sulla competitività dell’intera organizzazione. Una cultura aziendale capace di ascoltare, coinvolgere e riconoscere il valore delle persone è la leva che permette di abbattere concretamente le disuguaglianze trasformando la parità di genere da principio dichiarato a pratica quotidiana, a beneficio della qualità del lavoro per donne e uomini.

Oltre alle tre aziende sul podio, appartenenti ai settori della salute e benessere, delle biotecnologie e poi dei servizi di contact center, completano il ranking delle prime 10 altre eccellenze del panorama aziendale che hanno saputo tradurre le politiche di inclusione in prassi quotidiane concrete.

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