Premio GammaDonna, ecco le FAB50 dell’imprenditoria femminile innovativa

Hanno un'età media di 42 anni, operano in maggioranza nel Nord Italia e si occupano di settori innovativi emergenti: GammaDonna diffonde le biografie delle 50 finaliste alla 22esima edizione del Premio omonimo

Tra le cinquanta donne entrate nella FAB50, la lista delle “magnifiche imprenditrici innovative” selezionate per la 22 esima edizione del Premio GammaDonna, la maggioranza ha un’età media di 42 anni e opera nei settori in cui si gioca una parte rilevante della competitività italiana: dalla salute alla transizione ecologica, dalla manifattura avanzata all’economia circolare, fino al digitale e all’intelligenza artificiale.

Promossa dall’associazione non profit omonima, che dal 2004 sostiene la crescita del ruolo delle donne nel mondo dell’impresa, l’obiettivo dell’iniziativa è contribuire a uno sviluppo economico sostenibile e alla riduzione del divario di genere. Attraverso il Premio, l’associazione individua in particolare modelli di business innovativi e inserisce le imprenditrici selezionate in un percorso di visibilità, accelerazione dell’attività e crescita professionale, coinvolgendo startup, investitori, grandi aziende e istituzioni.

La composizione della shortlist restituisce dunque l’immagine di un ecosistema sempre più giovane e distribuito sul territorio. Il 52,8% delle protagoniste proviene dal Nord Italia, mentre il Centro-Sud rappresenta il 45,3% delle selezionate. A completare il quadro è una realtà con sede nei Paesi Bassi. La maggioranza delle concorrenti appartiene alle generazioni Millennial e Gen Z, con imprenditrici nate fino al 1998.

Le attività selezionate spaziano dalle tecnologie per la medicina di precisione alle piattaforme per il welfare e la longevità, dalle soluzioni per l’efficienza energetica e il recupero dei materiali ai nuovi modelli applicati all’agroalimentare, alla moda, alla logistica e alla formazione. Numerose anche le iniziative che utilizzano l’intelligenza artificiale per rendere più efficienti i processi aziendali, supportare le decisioni, personalizzare i percorsi di cura o migliorare l’accesso ai servizi.

La selezione si inserisce in uno scenario nel quale le imprese guidate da donne mostrano segnali di maggiore solidità. In Italia sono circa 1,48 milioni, quasi un quarto del totale, e nell’ultimo triennio hanno registrato risultati superiori alla media nazionale per crescita del fatturato e solidità finanziaria. Secondo i dati richiamati da GammaDonna, mentre il tessuto imprenditoriale complessivo arretra, le società di capitali femminili crescono del 2,6%. Nell’ICT, inoltre, il loro numero è aumentato del 27% tra il 2014 e il 2024, contro il 19% delle altre imprese.

In proposito sottolinea Valentina Parenti, presidente di GammaDonna: «Le FAB50 raccontano un’imprenditoria femminile che non occupa nicchie, ma presidia gli ambiti in cui si gioca la competitività del Paese. Colpisce anche la qualità dell’innovazione: non solo nuove tecnologie, ma nuovi modelli di impresa, di leadership e di creazione di valore».

Le biografie delle cinquanta imprenditrici sono disponibili nella playlist dedicata alle FAB50 del Premio GammaDonna 2026.

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