Aziende a misura di Gen Z: svelato il ranking di Great Place to Work Italia
Secondo il ranking della società, i giovani nati dopo il 1998 prediligono gli ambienti dove si lavora con dati, innovazione e servizi ad alta intensità di conoscenza. Prime tre aziende in classifica sono Edera Nordest, Bending Spoons e Quantyca
Edera Nordest, Bending Spoons e Quantyca sono le tre migliori aziende italiane in cui lavorare secondo la Generazione Z. A stabilirlo, è il ranking Best Workplaces for Gen Z 2026 di Great Place to Work Italia, elaborato sulla base delle opinioni di 5.048 collaboratori nati dal 1998 in poi, all’interno di un campione complessivo di quasi 40mila rispondenti appartenenti a 92 organizzazioni.

In totale, le aziende inserite nella classifica sono venti, tanti quanti i collaboratori minimi in organico accanto alla quota di almeno il 10% di partecipanti al questionario aziendale appartenenti alla Gen Z. La graduatoria misura la qualità dell’ambiente di lavoro, il livello di fiducia interno e la capacità delle organizzazioni di coinvolgere, valorizzare e trattenere i talenti più giovani.
Il primo posto, come si diceva, è andato ad Edera Nordest, una società veneta attiva nei servizi finanziari e specializzata nei prestiti destinati a dipendenti e pensionati. Subito dopo segue Bending Spoons, azienda tecnologica che acquisisce e sviluppa imprese e prodotti digitali. A completare il podio è Quantyca, società di consulenza con sede a Monza specializzata in data management, advanced analytics e data streaming.
In linea generale, il ranking mette in evidenza che le preferenze dei giovani si orientano soprattutto verso i comparti legati alla tecnologia e alla consulenza. Il 35% delle aziende presenti nel ranking opera infatti nell’information technology, mentre il 25% appartiene ai servizi professionali. Seguono, ciascuno con una quota del 10%, il retail, i servizi finanziari e assicurativi e l’ospitalità. Manifattura, produzione, advertising e marketing rappresentano invece il 5%.
La composizione della classifica mostra quindi una particolare attrattività delle imprese che lavorano con dati, innovazione digitale e servizi ad alta intensità di conoscenza. Ambiti nei quali i collaboratori più giovani possono trovare maggiori possibilità di sperimentazione, apprendimento e sviluppo professionale.
Nelle aziende premiate, il Trust Index medio, che misura il clima di fiducia sulla base di credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione, raggiunge l’88%, contro il 42% della media italiana. Ancora più marcata è la distanza sul Leadership Index: il valore arriva al 90% nei Best Workplaces, mentre si ferma al 39% nel campione nazionale di riferimento.
Nel triennio preso in considerazione dalla ricerca, il peso dei collaboratori nati dal 1998 in poi è aumentato dal 5% al 13% della popolazione aziendale, confermando una presenza progressivamente più rilevante all’interno delle organizzazioni.
Si dice particolarmente orgoglioso dei risultati raccolti in questa edizione del ranking Alessandro Zollo, Ceo di Great Place to Work Italia: «I giovani nati dal 1998 in poi – rimarca – non si accontentano più dei vecchi paradigmi professionali, ma cercano trasparenza, equità e soprattutto una leadership capace di ascoltare e guidare con coerenza. In un contesto di invecchiamento demografico, in cui la popolazione italiana diminuisce di circa 2 milioni di persone ogni 10 anni, la capacità delle aziende di attrarre e trattenere i profili junior è il vero vantaggio competitivo concreto, perché saranno proprio questi profili ad aiutare la transizione tecnologica della popolazione più esperta in aziende con un’anzianità media sempre più alta. Le aziende che sapranno interessare, incuriosire e ispirare i giovani saranno quelle che riusciranno ad accaparrarsi una generazione che diminuirà in termini di numeri e costerà sempre di più in termini di investimento».
Il confronto con la media italiana evidenzia differenze rilevanti anche sul piano della partecipazione. L’ascolto e la valorizzazione dei contributi dei collaboratori raggiungono il 90% nelle aziende premiate, contro il 28% della norma nazionale. La promozione dell’innovazione e della sperimentazione si attesta all’83%, rispetto al 26%, mentre le opportunità di crescita e sviluppo professionale vengono riconosciute dall’84% dei giovani nelle imprese del ranking, contro il 29% nelle altre realtà.
Anche la valutazione della leadership presenta scarti consistenti. La competenza della direzione raggiunge il 93% nei Best Workplaces, a fronte del 36% della media italiana. La coerenza dei responsabili viene riconosciuta dal 91% dei collaboratori, contro il 33%, mentre l’imparzialità dei comportamenti manageriali ottiene l’86%, rispetto al 29%.
La qualità complessiva dell’esperienza lavorativa viene valutata positivamente dall’86% dei giovani impiegati nelle 20 aziende selezionate, contro il 29% della media nazionale. Quasi un collaboratore su due, il 48%, dichiara inoltre di avere molte opportunità di innovazione, una quota che nelle altre aziende italiane si ferma al 6%.
Oltre alle prime posizioni, in graduatoria compaiono anche Jet HR, Accuracy, Groupe ISAGRI, Hilton, Méthode, Kiabi, Octopus Energy, Florence One, Auxiell, Fiabilis Consulting Group, Aton, GLAS Italy, Reverse, Caffeina, Up2You, Gruppo Breaders e Sector Alarm.
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