Da Milano a Roma, ecco le migliori aziende in cui lavorare secondo Great Place To Work Italia

Per la prima volta Great Place to Work Italia ha esaminato le migliori aziende delle due principali città italiane, analizzando i pareri di chi vi lavora. Al di là di alcune differenze, in entrambi i casi quel che conta di più è la capacità datoriale di tradurre la fiducia nelle persone in valore concreto

Per la prima volta Great Place to Work Italia ha stilato il ranking Best Workplaces Milan & Rome, dedicato alle migliori aziende in cui lavorare tra Milano e Roma. Sul podio milanese si piazzano Bending Spoons, Jet HR e Biogen; su quello romano ConTe.it, Fenix Pharma e Open Fiber. La classifica nasce dall’ascolto delle opinioni espresse da oltre 35mila collaboratori e premia complessivamente 30 realtà lavorative d’eccellenza, 15 con sede a Milano e 15 con sede a Roma.

Secondo l’analisi di Great Place to Work Italia, a fare la differenza, è soprattutto il livello di fiducia percepito all’interno delle organizzazioni. Le aziende premiate registrano infatti un Trust Index medio, l’indicatore che misura il clima di fiducia interno sulla base di parametri come credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione, pari al 91% per le imprese milanesi e all’83% per quelle romane. Un dato molto distante dal 44% della norma italiana, calcolata come valore medio delle aziende italiane sui principali indicatori Great Place to Work attraverso il report European Workforce Study.

Il ranking racconta anche due modi diversi di vivere il lavoro nelle due città. A Milano emergono soprattutto aziende legate all’information technology, all’innovazione e a modelli organizzativi più vicini alla cultura delle startup e delle scale-up internazionali. A Roma, invece, prevalgono realtà mediamente più grandi e consolidate, dove il benessere, la stabilità e la continuità organizzativa assumono un peso centrale.

In proposito, Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia, ha dichiarato: «Le 30 realtà lavorative d’eccellenza di Milano e Roma, nonostante le differenze, dimostrano che ascoltare le persone e rispondere ad esigenze anche diverse permette di far vivere la miglior esperienza possibile ai collaboratori».

Scendendo più nel dettaglio delle realtà in classifica, tra le aziende milanesi, il settore più rappresentato è l’information technology, che pesa per il 40% del ranking cittadino. Seguono i servizi professionali con il 20%, pharma e servizi finanziari con il 13%, mentre advertising, marketing e media rappresentano il 7%. A Roma, invece, in testa ci sono servizi finanziari e assicurativi, con il 27%, seguiti da farmaceutica, manifattura e information technology, ciascuno al 13%, e poi healthcare, educazione, telecomunicazioni, servizi professionali e aerospaziale.

Anche la dimensione delle aziende premiate offre una fotografia interessante. Tra le 30 realtà presenti nella classifica, 11 appartengono alla categoria medium large, cioè organizzazioni tra 150 e 499 collaboratori; 7 sono small, tra 10 e 49 collaboratori; 6 sono medium small, tra 50 e 149 collaboratori; mentre 3 aziende rientrano nella categoria large e altre 3 nella super large, con oltre mille collaboratori.

Tornando a Milano, il primo posto va a Bending Spoons, una delle principali aziende europee nel settore dell’information technology. Al secondo posto si posiziona Jet HR, startup HR Tech che punta a semplificare la gestione del personale e delle buste paga attraverso una piattaforma digitale basata sull’automazione. Terza classificata Biogen, azienda globale attiva nel campo delle biotecnologie.

Completano la classifica milanese Auditel, Reverse SpA, Agile Lab, adesso.it, TrueLayer, Salesforce, Cofidis Group, AGM Solutions srl, Marketing Espresso, Accuracy, Autobiz ed EXPANSCIENCE.
Secondo l’analisi di Great Place To Work Italia, i punti di forza delle aziende milanesi sono legati a una leadership accessibile, a manager presenti, a un dialogo diretto e alla capacità di offrire feedback frequenti. Questo si traduce, per i collaboratori, nella percezione di poter contare su fiducia, autonomia e strumenti concreti di welfare. Tra questi rientrano smart working non negoziato, benefit aziendali e ferie o permessi retribuiti extra.

«La chiave dell’ottimo clima organizzativo che si respira nelle aziende best workplaces di Milano è la capacità del management di queste organizzazioni di ereditare modelli organizzativi tipici delle start-up o scale-up nordeuropee o californiane», spiega ancora Zollo. Le aree di miglioramento indicate dai collaboratori non riguardano tanto la correzione di mancanze, quanto l’ottimizzazione di risorse già presenti: rafforzamento dell’identità aziendale, maggiore chiarezza della vision, collaborazione tra funzioni e miglioramento continuo dei processi.

A Roma, invece, il primo posto è occupato da ConTe.it, brand italiano del Gruppo Admiral specializzato in servizi assicurativi e finanziari digitali. Al secondo posto si trova Fenix Pharma, azienda farmaceutica attiva nella commercializzazione di prodotti farmaceutici, nutraceutici e dispositivi medici. Terza posizione per Open Fiber, operatore di rete impegnato nella realizzazione di un’infrastruttura in fibra ottica ultra-veloce per contribuire alla digitalizzazione del Paese.

Seguono nel ranking romano MetLife, Bristol-Myers Squibb, Verisure, TABILIA Società Benefit, Experian, Stryker, Trice Srl, Rheinmetall Italia SpA, Toyota FS, Net Insurance SpA, Karl Storz ed Elt Group.
Nelle aziende romane, il benessere emerge come valore dichiarato e vissuto. L’attenzione alla persona, il rispetto del work-life balance, la chiarezza dei ruoli e la qualità delle relazioni interne contribuiscono a costruire un clima più stabile e prevedibile. La leadership viene descritta come discreta ma presente, fondata sulla coerenza tra ciò che i manager dichiarano e ciò che effettivamente fanno.

Ancora una volta, commenta i dati il Ceo di GPTW Italia, in questo modo: «Il benessere nelle organizzazioni best workplaces romane è possibile grazie allo sviluppo di politiche organizzative basate sull’ascolto e strutturate sulle esigenze dei collaboratori che sono maggiori rispetto a quelle di Milano.

Proprio perché le aziende romane premiate sono mediamente più grandi, cooperazione e supporto reciproco diventano elementi ancora più importanti. Tra le aree di miglioramento segnalate figurano ulteriori benefit, una comunicazione più lineare e una crescita professionale sana, senza una rincorsa continua alla performance.

Dall’analisi dei commenti aperti raccolti da Great Place to Work emerge quindi una differenza di fondo. I collaboratori milanesi tendono a valutare soprattutto la qualità del sistema organizzativo, la capacità dell’azienda di generare risultati sostenibili e la solidità dei processi decisionali. I collaboratori romani, invece, guardano con maggiore attenzione all’affidabilità dell’ambiente, alla prevedibilità del contesto e alla coerenza quotidiana tra regole e pratiche.

La leadership rappresenta uno dei punti più interessanti del confronto. Nelle aziende milanesi viene percepita come una funzione organizzativa, parte del meccanismo che permette all’impresa di funzionare e accelerare. A Roma, invece, è vista soprattutto come garanzia di stabilità: il leader non è tanto un motore di spinta, quanto una figura di protezione del sistema.

Due città, due modelli diversi, ma una stessa indicazione: la qualità del lavoro passa sempre più dalla capacità delle imprese di ascoltare davvero le persone. Milano sembra premiare autonomia, innovazione e agilità organizzativa; Roma valorizza benessere, coerenza e stabilità. In entrambi i casi, però, le aziende migliori sono quelle che riescono a trasformare la fiducia in un elemento concreto della vita quotidiana dei collaboratori.

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