I Ceo su LinkedIn: l’autenticità dei post conta più della frequenza
La ricerca di L45 analizza 378 post di 20 Top Voice italiane con ruoli apicali, spiegando perché nel successo dei loro post contino personalità e originalità più di hashtag, lunghezza e assiduità
Che cosa determina davvero il successo di un Ceo? Anche la sua capacità di comunicare su LinkedIn. Ne sono convinti in L45, agenzia specializzata in Corporate Reputation ed Employer Branding e LinkedIn Silver Partner, che ha curato una ricerca sul tema intitolandola “Leader Image on LinkedIn”.

L’indagine si avvale di uno spunto concreto, proveniente direttamente da un cliente dell’agenzia che voleva capire meglio se e come il loro AD stesse ottenendo risultati positivi per la propria reputazione grazie alla presenza su LinkedIn.
L45 ha quindi analizzato 378 contenuti pubblicati tra gennaio 2025 e lo scorso luglio da parte di 20 LinkedIn Top Voice italiane con responsabilità apicali, provenienti da diversi settori economici, dall’industria alla finanza, dalla tecnologia ai beni di consumo.
Tra i principali risultati è emerso innanzitutto un dato: chi tra i top executive esaminati ha pubblicato contenuti originali senza affidarsi a quelli più standard (magari facilitati dall’AI) ha avuto più risonanza.
Scendendo più nel dettaglio, le performance migliori si concentrano su un numero limitato di contenuti particolarmente efficaci. Detto diversamente, chi è in grado di individuare e raccontare momenti particolarmente significativi ottiene più consensi rispetto a chi pubblica con più frequenza contenuti meno di valore.
Oltretutto, l’indagine di L45 mette in luce come non basti solo il numero di follower per conquistare più gradimento. Al contrario, anzi, succede che profili con audience più ampie registrino in proporzione meno reazioni. Per queste ragioni, L45 propone un benchmark basato sulle reazioni ogni mille follower: oltre 13,2 si entra nella fascia di performance alta, mentre sopra 25,9 si raggiunge l’eccellenza nel campione analizzato.
Per arrivare a questi risultati, non contano più di tanto hashtag, lunghezza e giorno di pubblicazione. Al contrario, danno risultati più incisivi i contenuti scritti in autonomia corredati da immagini. Per L45 i post che offrono un valore completo senza rimandare il lettore a risorse esterne registrano performance superiori del 24%, mentre l’utilizzo di immagini è associato a un miglioramento del 14% rispetto allo standard dell’autore.
Da ultimo, nel successo delle attività sul social per eccellenza dei professionisti, conta tantissimo la personalità dei leader. Chi tra loro è in grado di far emergere nei propri post esperienze personali ed episodi concreti, ha più successo proprio perché dà spazio alla dimensione umana.
Sui risultati della ricerca ha detto Simone Paolo Guzzardi, Founder e CEO di L45: «La reputazione di un leader non si costruisce con una checklist di hashtag, orari e formati. Si costruisce attraverso la capacità di esprimere un punto di vista autentico, raccontare esperienze che hanno un significato e contribuire alle conversazioni che contano. Il nostro obiettivo è aiutare le aziende a passare da una comunicazione dei vertici basata sulle intuizioni a un approccio più consapevole, misurabile e strategico».
La prima edizione dell’indagine diventa l’occasione da parte di L45 di lanciare ufficialmente una sorta di osservatorio replicabile nel tempo in grado di seguire l’evoluzione della comunicazione dei vertici aziendali italiani e offrire alle organizzazioni dati di riferimento utili per le proprie strategie di executive communication e corporate reputation. La versione integrale di “Leader Image on LinkedIn” è disponibile su richiesta, contattando direttamente L45 attraverso i suoi canali ufficiali.
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