Il futuro non ha età: il valore strategico delle generazioni

Al Wellbeing Happiness Forum, ASFOR e Fondazione Miticoro hanno messo a confronto junior, middle e senior per definire insieme quale sia oggi la leadership davvero capace di superare le barriere anagrafiche trasformando ascolto e collaborazione in vantaggio competitivo

Schiacciati tra passato e presente, i manager e i leader faticano a fare da ponte tra le cinque generazioni attualmente al lavoro. Parte da un presupposto simile il ragionamento al centro del workshop organizzato da ASFOR con Fondazione Miticoro all’interno del Wellbeing Happiness Forum, tornato a Milano il 21 e 22 ottobre scorsi.

Titolo dell’iniziativa era, per l’appunto, “Generazioni” chiamate a raccolta da Mauro Meda, Segretario generale dell’Associazione italiana di formazione manageriale dalla storia ultracinquantennale e da Edoardo Pallaro, Growth & Learning Programs Partner della realtà milanese animata da un team multiculturale e internazionale, che si prefigge di favorire lo sviluppo della leadership umanistica in ogni ambito del vivere civile.

Attorno al tema, declinato nel sottotitolo “Intergenerazionalità come vantaggio competitivo: creare valore attraverso la collaborazione tra generazioni”, hanno ragionato responsabili HR, manager, esperti e formatori provenienti da aziende di comparti molto differenti l’uno dall’altro, suddivisi in tre tavoli di lavoro, ciascuno rappresentativo di altrettante fasce anagrafiche, ossia senior, middle e junior. Ogni gruppo ha lavorato attorno a domande mirate presentate durante l’introduzione e poi trasformate in parole chiave da riproporre collettivamente attraverso un proprio portavoce.

La discussione collegiale ha permesso di individuare alcuni tratti comuni a tutte le categorie di lavoratrici e lavoratori al momento presenti nelle realtà produttive nazionali. In particolare, è emerso il bisogno di essere ascoltati/riconosciuti assieme alla possibilità di generare impatto duraturo senza sentirsi risospinti indietro dal tetto di cristallo di chi non vuole ancora mollare lo scettro del comando. In diversi casi sono stati fatti esempi concreti di azioni già avviate per favorire davvero il dialogo costruttivo oltre ogni steccato anagrafico e di ruolo e c’è anche chi ha sollevato obiezioni sulla suddivisione in generazioni delle problematiche presenti nel mondo del lavoro.

È pur vero che la Gen Z sembra avere una visione del “sacrificio” e della “gavetta” da percorrere differente rispetto a quanto trasmesso alle persone più adulte, ma alla fine pare essere chiaro per tutti i partecipanti al workshop che la leadership è davvero strategicamente “generativa” se è in grado di lasciare andare la rigidità della struttura, per mettersi davvero in ascolto di bisogni e aspettative provenienti da ogni tipo di persona, al di là di quanti anni abbiano, secondo l’anagrafe.

Due prossime occasioni preziose per riflettere ulteriormente sulle trasformazioni generatrici di nuovo senso del lavoro e del vivere sono la X Giornata APAFORM dei formatori di management, in programma il 29 ottobre al Politecnico di Milano Bovisa e il XVI Leadership Learning Lab di ASFOR, previsto il 5 novembre all’Università Cattolica.

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