Make love, not war, l’evento di Fabbrica di Lampadine per HR manager alla ricerca di futuro

E' ispirato alla filosofia hippie degli anni Settanta l'evento del prossimo 8 giugno nella sede della società di formazione manageriale di Via Pescantina 8, per stimolare nei partecipanti una riflessione sull'attualità dei valori di un movimento che predicava amore ed emancipazione, da portare nelle organizzazioni come strumenti concreti di leadership

Ci hanno rubato il futuro: è una sensazione diffusa tra molti di noi. Lo ha ricordato il nostro editore Giampaolo Rossi lo scorso 19 maggio, in occasione della terza edizione di BIS, sottolineando i rischi connessi al dilagare della nostalgia, quella che ci fa dire «stava meglio quando si stava peggio». Una tentazione vecchia come il mondo che può, anzi che deve, essere trasformata in nuova speranza per il domani. Nasce da questo presupposto “Make Love Not War”, la serata hippie per HR manager alla ricerca di nuovi orizzonti organizzata in Fabbrica di Lampadine il prossimo 8 giugno a partire delle 18:30.

Ai partecipanti è richiesto un dress code in stile anni Settanta, al solo scopo di calarsi meglio nell’atmosfera di quegli anni. Mezzo secolo (e più) fa, mentre il mondo era attraversato da guerre, tensioni politiche e crisi profonde, nasceva infatti un movimento che predicava esattamente l’opposto: pace, libertà, amore, un tentativo radicale di immaginare un futuro diverso.

E oggi? A distanza di così tanto tempo, ci ritroviamo in uno scenario sorprendentemente simile, percorso da accelerazione continua, polarizzazione, incertezza e pressione costante. Anche il lavoro ne risente: team sotto stress, comunicazioni difficili, leadership chiamate a prendere decisioni sempre più complesse.

Di qui le domande di fortissima attualità poste dal founder della società di formazione manageriale a chi sarà presente nel teatro di Via Pescantina, 8, ossia:

come si guida un team senza alimentare conflitti?

Come si affrontano tensioni e cambiamenti senza perdere umanità?

È possibile costruire organizzazioni più consapevoli, empatiche e sostenibili anche nei momenti più difficili?

Rispondere a queste domande significherà parlare di ascolto, autenticità, collaborazione e visione, tutti valori condivisi dalla filosofia hippie di quegli anni, che possono tornare verdi oggi e ancora più domani se utilizzati come strumenti concreti di leadership contemporanea. Una leadership che non si si limita a gestire, ma che è capace di creare connessioni e fiducia e senso del futuro.

Per partecipare, cliccare qui.

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