Gi Group risponde al lavoro che cambia mettendo le human skills al centro

Dopo 28 anni dalla fondazione, la prima agenzia italiana per il lavoro rafforza il ruolo come player di riferimento e presenta una nuova brand identity

Con l’obiettivo di superare i modelli tradizionali di staffing, ponendo sempre più al centro le competenze umane, nei giorni scorsi Gi Group, core business della multinazionale italiana Gi Group Holding, ha annunciato il proprio riposizionamento strategico.

Zoltan Daghero

A spingere su questa strada la società specializzata nel Temporary, Permanent e Professional Staffing, è stata la certezza dei cambiamenti prossimi venturi nel mercato del lavoro di qui a pochissimi anni. Lo ha sottolineato Zoltan Daghero, Managing Director di Gi Group: «Il nostro modello da sempre unisce la capillarità sul territorio con la gestione coordinata a livello centrale e oggi integriamo sempre di più nei processi le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale. Con questo riposizionamento, rafforziamo il nostro ruolo di partner strategico delle persone, lungo tutto il loro percorso professionale, e delle aziende, che supportiamo nel crescere in modo agile, competitivo, compliant e inclusivo».

Chiamato «Smarter Proximity», il nuovo modello adottato da Gi Group prevede di mettere al centro la dignità del lavoro operativo, il suo valore sociale, inteso come il contributo che ogni persona offre, al di là della sola mansione e della retribuzione, alla comunità, alla propria crescita e alla propria soddisfazione, e infine la formazione, come leva continua di sviluppo.

Allo stesso tempo, Gi Group si prefigge di rispondere alla forte esigenza di certezza operativa maturata dalle aziende secondo tre direttrici principali: la prima è la specializzazione, realizzata attraverso un’organizzazione per divisioni e settori, in linea con la specificità dei territori e distretti italiani; la seconda direttrice è la digitalizzazione, da realizzare attraverso l’ampliamento e il potenziamento degli strumenti tecnologici, in primis l’IA, per aumentare efficienza e qualità del servizio. Terza direttrice è la centralizzazione, mediante la gestione coordinata di una rete capillare di agenzie e hub operativi.

Per presentare ufficialmente il nuovo posizionamento, Gi Group ha previsto una campagna di comunicazione globale su canali digitali e stampa incentrata sul seguente messaggio: job title ed etichette non bastano a raccontare il valore reale del lavoro. In questa direzione, lo storytelling dà voce ai lavoratori operativi, mettendo in luce le competenze e le responsabilità dietro ai loro ruoli e il valore del loro contributo che fa la differenza tra la semplice esecuzione di una mansione e l’impatto che questa può avere sulla realizzazione personale e sulla collettività.

Stefano Colli-Lanzi

Sul senso generale di tutta l’operazione, Stefano Colli-Lanzi, Founder e CEO di Gi Group Holding, ha detto: «Gi Group rappresenta il capitolo iniziale della storia d’impresa di Gi Group Holding. Dal 1998, l’agenzia per il lavoro è costantemente cresciuta insieme alle organizzazioni e alle persone che ha affiancato, evolvendo in una realtà globale presente oggi in oltre trenta Paesi». Di qui l’importanza attribuita al nuovo posizionamento visto «una tappa cruciale di questo percorso – continua il Ceo – che ne rafforza il ruolo in un mercato in profonda trasformazione e ne riafferma la responsabilità e l’impegno nel generare valore per le persone, le organizzazioni e la società nel suo insieme. Il lavoro non è solo ciò che facciamo, ma anche ciò che rendiamo possibile per gli altri».


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