I giovani e il lavoro: nato il think tank del Centro Studi UGL

Primi appuntamenti romani di "Formare il futuro, mismatch e nuovi mercati", organizzati dal sindacato guidato da Paolo Francesco Capone. Il prossimo è previsto il 5 novembre

Il futuro del lavoro in Italia passa anche dal think tank di LAB, il Centro Studi del sindacato UGL. L’iniziativa è stata presentata da diversi partiti e movimenti vicini alla destra in due incontri organizzati a fine ottobre e un terzo previsto giovedì 5 novembre.

Sull’iniziativa, Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura Camera dei Deputati (FdI), ha osservato: «La domanda di offerta di competenze rappresenta una priorità strategica per il sistema economico nazionale. Il rapido sviluppo dei nuovi mercati e la transizione verso l’economia digitale richiedono una profonda revisione delle filiere formative. Non possiamo consentire che la crescita aziendale sia frenata dalla carenza di profili professionali e di competenze tecniche aggiornate. Sostenere l’orientamento, la formazione continua e l’aggiornamento di competenze significa rafforzare la competitività del nostro tessuto produttivo. I settori della cultura, dell’audiovisivo, dell’innovazione e dei servizi sono i motori per la creazione di nuova occupazione qualificata. L’integrazione tra politica industriale, sistema universitario, istituti tecnici e il mondo del lavoro è poi la chiave per intercettare i cambiamenti in atto. Costruire una moderna cultura di lavoro significa investire sul capitale umano e sul merito».

Francesco Paolo Capone

A sua volta, Francesco Paolo Capone, il Segretario Generale dell’UGL, ha affermato: «La cultura non è un fenomeno univoco e omologabile, né può essere trasmessa a tutti nello stesso modo. Bisogna comprenderne le molteplici declinazioni, a partire dalla cultura del lavoro e dal significato che assume nella società attuale. Rispetto al passato, oggi i cambiamenti sono più rapidi e richiedono adattamento. È possibile iniziare la propria carriera in un settore e arrivare alla pensione svolgendo un mestiere completamente diverso. Per questo occorre investire nelle proprie competenze, imparare a governare il cambiamento e non limitarsi a subirlo. È quindi importante avviare un ‘cantiere per l’Italia’, per costruire un futuro migliore per le nuove generazioni. Al nostro Paese servono persone consapevoli dell’importanza della cultura del lavoro e della capacità di aggiornarsi, per affrontare le trasformazioni economiche e sociali del nostro tempo».

Da segnalare anche l’intervento di Francesco Carlesi, Docente di Storia Contemporanea e Storia delle Relazioni Internazionali, Università San Domenico, che ha invitato a «non lasciarsi fagocitare dagli algoritmi», bensì a preservare la dimensione umanistica del sapere. «La storia – prosegue il professore – ci aiuta a comprendere la nostra collocazione nel mondo, a leggere il confronto tra gli Stati. Senza una memoria e una coscienza storica rischiamo di perdere il senso del nostro agire e del nostro posto nella società. È necessario recuperare la giusta concezione del lavoro, come dovere e responsabilità sociale, un principio che trova un fondamento importante nella nostra Costituzione».

Rosario Faraci, Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Catania, punta invece gli occhi sulle asimmetrie presenti nel mondo del lavoro, articolate in tre diverse dimensioni: «Fabbisogni occupazionali, talenti e competenze specializzate. Per favorire l’incontro tra domanda e offerta è necessario che le aziende conoscano le aspirazioni dei candidati e valorizzino con un adeguato stipendio le loro capacità. In questo contesto, anche l’equilibrio tra vita professionale e personale, il work-life balance, assume un ruolo centrale».

Per finire, Armando Siri, Direttore Scuola di Formazione Politica della Lega, ricorda come i giovani di oggi esprimano istanze e bisogni di una generazione fragile, segnata dall’assenza di punti di riferimento, cui è urgente dare risposta anche per evitare derive pericolose come hanno dimostrato gli incidenti alla manifestazione dello scorso 17 ottobre.

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