Misurare l’impatto per il bene di tutti: la strategia di Genoma società benefit

La visione d'impresa della società di consulenza bergamasca illustrata dalla Ceo Gaia Monzio Compagnoni si regge sui tre pilastri "clienti, comunità, persone"

Cos’è una “Relazione d’impatto” per una società benefit? Non è solo un obbligo o una dichiarazione di intenti: si tratta di un documento che espone numeri, successi e i limiti che l’impresa ancora riconosce di avere. A pensarla in questo modo è Genoma, società di consulenza bergamasca, che lavora quotidianamente per essere accessibile adattandosi alle reali esigenze dei propri clienti, grazie a una struttura tripartita che comprende digital strategy, tecnologia e formazione.

Sulla propria visione Gaia Monzio Compagnoni, Ceo di Genoma, ha detto: «In un settore come quello del marketing, dove si misurano success case e conversioni, una company che decida di misurare l’impatto avuto nel mondo reale rappresenta un’eccezione, soprattutto se scrive nero su bianco anche cosa non è riuscita a fare. L’analisi è stata molto utile per noi, un ottimo piano programmatico per darci una direzione nei prossimi mesi e potenziare le aree dove abbiamo ancora molto da migliorare».

La relazione d’impatto della società bergamasca si regge quindi su tre pilastri: clienti, comunità, persone, come raccolti formalmente nel loro statuto, sotto il titolo “Finalità di beneficio comune”, analizzate tramite survey somministrate a clienti, membri del team e collaboratori esterni.

Genoma punta quindi su:

Sviluppo delle organizzazioni clienti. Il 100% dei clienti consiglierebbe Genoma ad altri. La percezione della qualità complessiva è 4,7 su 5.

Impatto sulla comunità. Il 20,5% del portafoglio clienti è costituito da organizzazioni con missione sociale: onlus, enti pubblici, start-up a forte componente sociale.

Realizzazione dei collaboratori. Il 62,3% del fatturato è stato destinato alla remunerazione del lavoro, dipendenti e collaboratori, mentre non è stato distribuito alcun dividendo ai soci. Il 100% dei collaboratori esterni dichiara di sentirsi parte integrante del progetto, così come l’86% dei collaboratori interni valuta positivamente il clima di lavoro.

I numeri sopra riportati raccontano una scelta precisa di modello economico: il valore generato viene distribuito prioritariamente alle persone, dentro e fuori dall’organizzazione.

Un esempio concreto di questa scelta è il programma “Eutopia”, nato dalla volontà di restituire valore alla società, dopo che Genoma per prima è stata supportata, nella sua fase di startup anni fa, da un’azienda più grande che ha creduto nel loro progetto. Per questo motivo, ogni anno servizi di digital marketing e consulenza vengono offerti pro bono o a tariffe agevolate a favore di piccole realtà del Terzo Settore.

Sotto il cappello di Eutopia lo scorso anno Genoma ha realizzato i seguenti tre progetti:
Unlock, tavolo di lavoro dedicato all’economia carceraria. Genoma ha supportato le attività di coordinamento eventi, ufficio stampa e realizzazione di materiali grafici per avvicinare la città di Bergamo alla realtà del carcere.
Mercato della Terra di Bergamo. Supporto nella comunicazione tramite Social e Newsletter per la comunità di produttori locali.
Non C’è Più Tempo, associazione impegnata nella sensibilizzazione sulla delicata tematica del suicidio giovanile, supportato nella creazione di logo, identità visiva e struttura comunicativa.

In quest’ottica, le competenze digitali diventano un “moltiplicatore di impatto sociale”, non una donazione, bensì expertise applicata a organizzazioni che altrimenti non potrebbero permettersi una consulenza professionale per la propria comunicazione.

«Per il 2026, Genoma tramite Eutopia si prefigge di aumentare ulteriormente il valore economico dei servizi erogati pro bono», commenta Monzio Compagnoni. La Ceo si sofferma anche sulla volontà di applicare la massima trasparenza possibile negli obiettivi illustrati nella Relazione d’impatto, tanto più efficace quanto più si dà spazio al «feedback reale dato dalle persone che contribuiscono ogni giorno a costruire e portare avanti il progetto Genoma».

Genoma riconosce anche che misurare l’impatto “indiretto”, cioè come il lavoro di comunicazione aiuti le organizzazioni non profit a generare a loro volta impatto sociale, rimane una sfida metodologica ancora irrisolta.

Sul futuro la società bergamasca si pone ulteriori obiettivi concreti, articolati e misurabili.
Sul fronte interno, la volontà è di strutturare piani di crescita individuali, oltre a un sistema di welfare. Sul fronte esterno, si mira al raffinamento della misurazione dell’impatto indiretto e all’aumento del valore pro bono erogato attraverso Eutopia.

In conclusione Monzio Compagnoni chiosa: «Il nostro obiettivo è consolidare: una scelta consapevole e forse un po’ controcorrente. Vogliamo farlo riempiendo di significato la parola ‘sostenibilità’, che intendiamo come la capacità di generare impatto positivo sia verso l’interno che verso l’esterno, sempre con un occhio di riguardo al benessere delle persone».

La Relazione d’impatto è scaricabile dal sito di Genoma a questo link.

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