Lavori, ma non ti senti sicuro? Soffri di “sindrome dell’impostore”
In un recente sondaggio de ilCVperfetto che ha coinvolto mille lavoratori europei, sentirsi insicuri porta molti a sovraccaricarsi. Tra le cause dell'insicurezza diffusa, l'atteggiamento di manager e leader che tendono a nascondere eccessivamente incertezze e fragilità

Anche quando riconoscono le proprie capacità e sanno di aver raggiunto certi risultati per merito, molti lavoratori continuano a sentirsi non abbastanza. Si tratta della cosiddetta Sindrome dell’Impostore, che ha dato il nome a un recente sondaggio effettuato da ilCVperfetto, analizzando le risposte fornite da un campione di oltre mille lavoratori europei, rappresentati equamente per genere, con una leggera prevalenza di Millennial. Su tutti, spicca il seguente risultato: più di uno su due dice di aver provato almeno qualche volta la sensazione di dover apparire più sicuro e più competente di quanto si senta davvero.
Tra gli altri punti chiave emersi, quasi 7 persone su 10 avvertirebbero l’obbligo di mostrarsi più sicuri di quanto non lo si è davvero davanti agli altri. Oltretutto, l’insicurezza porta a lavorare di più: più di una persona su quattro reagisce sovraccaricandosi di lavoro per dimostrare il proprio valore.
Tra i fattori che alimentano la sindrome dell’impostore ci sono poi il confronto con gli altri e la mancanza di feedback. In ambienti in cui non ci si sente allineati, la crescita professionale finisce tra l’altro per risentirne: secondo la survey, il 68% ha parlato di effetti negativi diretti sulla propria carriera derivanti dal senso di inadeguatezza sperimentato.
Gli effetti della sindrome dell’impostore non danneggiano solo il singolo, ma possono causare problemi anche alle organizzazioni in termini di performance generali. Di qui l’importanza di prendere consapevolezza del problema soprattutto da parte di chi guida le aziende.
Il problema è infatti particolarmente gravoso tra manager e leader, i primi a sentirsi in dovere di non mostrare la propria fragilità. Questo tipo di atteggiamento finirebbe per alimentare il senso di insicurezza collettivo. Secondo il sondaggio, molte persone hanno infatti l’impressione che la loro fragilità sia amplificata proprio dal fatto che chi ha ruoli di responsabilità parli poco dei propri dubbi, errori o momenti difficili. In particolare: il 56% dei leader, mai o quasi mai, parla delle proprie insicurezze o dei propri errori; il 37% afferma che questi temi vengono affrontati raramente e appena il 7% sostiene che se ne parli con regolarità.
Per accedere al report completo, clicca su questo link o scrivi a Martyna Szcześnak.
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