Notai e medici i più pagati d’Italia, ma nel tech la laurea non è indispensabile
Secondo un sondaggio de IlCVPerfetto, le professioni tradizionali restano ai vertici, ma nei prossimi anni crescerà sempre di più il peso di intelligenza artificiale, cybersecurity e digitale
Le professioni meglio pagate in Italia? Tolto il settore Tech, in cima alla classifica ci sono ancora i notai e i medici. Lo sostiene una classifica de IlCVperfetto riferita allo scorso anno, basata su un sondaggio che ha coinvolto mille persone impiegate a tempo pieno, provenienti dal nostro Paese e da Regno Unito, Germania, Francia e Spagna.

Ai partecipanti è stato chiesto di rispondere a domande di diverso tipo su vari aspetti legati all’uso dell’AI: abitudini di utilizzo, indicazioni ricevute dai manager, dubbi su affidabilità e privacy dei dati, e opinioni sul ruolo più ampio dell’intelligenza artificiale nella società nel 2026.
Venendo ai risultati italiani, il sondaggio conferma la leadership delle professioni altamente specializzate, ma mette in luce anche un’incidenza via via maggiore dei ruoli legati a intelligenza artificiale, dati e cybersecurity.
Scendendo più nel dettaglio, nel nostro Paese la professione di notaio è la più remunerativa, con uno stipendio medio annuo di circa 265 mila euro.
Tra le professioni sanitarie, i meglio pagati sono ancora chirurghi e cardiologi, con retribuzioni che possono superare i 125 mila euro annui, a ulteriore conferma della tuttora centralità di queste figure nel sistema sanitario.
Cresce però, secondo il sondaggio de IlCvPerfetto, l’importanza delle professioni più tecnologiche, in particolare legate allo sviluppo del digitale e dell’AI generativa.
In questo caso, gli stipendi mostrano un certo dinamismo anche per gli addetti privi di laurea. Ad esempio, nel marketing digitale, figure come il web marketing manager possono raggiungere circa 57 mila euro annui, valorizzando competenze pratiche, formazione continua ed esperienza sul campo.
L’analisi del CV builder offre anche prospettive per il lungo periodo, sostenendo che le professioni destinate a diventare più popolari nei prossimi 10 anni saranno legate a intelligenza artificiale, sicurezza informatica e sostenibilità. Analogamente, in questi ambiti la richiesta di competenze specialistiche sarà sempre maggiore.
Una cosa è comunque certa, conclude il sondaggio: la digitalizzazione continua a ridefinire le competenze richieste, influenzando sia i percorsi professionali sia le dinamiche retributive.
Per maggiori informazioni sul sondaggio, cliccare qui oppure mandare una mail a Martyna Szcześniak.
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