Jet HR lancia il modulo Fringe Benefit alleandosi con la startup Tundr
La società italiana di payroll, nata a fine 2022 con l'obiettivo di eliminare la burocrazia dalla gestione del personale, integra in piattaforma il sistema ideato da Tundr per democratizzare il welfare aziendale
Prosegue il processo di espansione di Jet HR nell’ambito dei servizi per le risorse umane. E’ infatti recentissimo l’annuncio da parte della tech company italiana fondata a fine 2022 da Marco Ogliengo e Francesco Scalambrino, e che oggi conta 250 dipendenti, di aver stretto un accordo con la startup Tundr per lanciare il suo Jet HR Fringe Benefit.

Grazie alla collaborazione con la giovane realtà guidata dal Ceo Giorgio Seveso, la società specializzata in payroll integrerà la gestione dei benefit per i propri dipendenti all’interno della sua piattaforma proprietaria. L’accordo segna un ulteriore passo nella missione che la stessa tech company si è prefissa, ossia eliminare la burocrazia dal lavoro, trasformando processi complessi in esperienze digitali semplici e trasparenti.
Dietro la partnership tra Jet HR e Tundr c’è dunque la stessa visione sulla tecnologia da mettere al servizio delle persone, rimuovendo complessità burocratiche per aziende e collaboratori. L’obiettivo comune è in altri termini offrire ai clienti Jet HR la migliore esperienza d’uso possibile, unendo in un unico flusso digitale la gestione dei dipendenti e l’erogazione dei benefit, senza sistemi paralleli né frizioni per nessuna delle due parti, ossia HR e lavoratori.
Scendendo ancora più nello specifico, di norma erogare mille euro come bonus lordo costa all’azienda circa 1.400 euro, contro i circa 600 che arrivano nelle “tasche” del dipendente. Se una cifra del genere viene erogata sotto forma di fringe benefit, costerà ugualmente mille euro per l’azienda, ma il lavoratore la riceverà interamente perché esentasse (nei limiti previsti dalla normativa), oppure addirittura raddoppiata nel caso di figli a carico.
Secondo Jet HR, il vantaggio di usare i fringe benefit sarebbe insomma evidente per datori di lavoro e dipendenti, eppure solo il 28,6% delle proprie aziende clienti vi fa ricorso in modo continuativo. Come mai? Secondo la tech company per due ragioni essenziali.
In primo luogo, per le aziende gestire manualmente le soglie di esenzione, aggiornare i cedolini e tenere traccia degli importi assegnati sarebbe un processo che scoraggia l’utilizzo regolare. Un ostacolo che sarà risolto facilmente proprio dal nuovo modulo studiato ad hoc in collaborazione con Tundr. D’ora in avanti, infatti, la piattaforma di Jet HR proporrà direttamente la scelta di assegnare fringe benefit, controllando in automatico il rispetto della soglia esentasse e, in caso di superamento, allertando l’amministratore. In questo modo, l’azienda eviterà un costo imprevisto e il tutto confluirà nel cedolino senza alcun passaggio aggiuntivo. Nel momento in cui si passerà all’elaborazione della busta paga, i buoni acquisto saranno notificati e assegnati al dipendente, in automatico.
Le aziende clienti potranno pertanto assegnare crediti e monitorare il saldo ancora disponibile all’interno della soglia esentasse direttamente dalla piattaforma Jet HR, senza doppi accessi, esportazioni di file o processi paralleli. In estrema sintesi, la partnership con Tundr permette di semplificare e di risparmiare.
La seconda ragione che finora ha ostacolato il ricorso ai fringe benefit è da attribuire alla loro scarsa usabilità da parte dei dipendenti, soprattutto in caso di strumenti tradizionali. Nel merito Jet HR ha condotto una survey su LinkedIn che attesta come il 67% dei lavoratori preferisca 500 euro netti in busta paga a mille netti in buoni acquisto convenzionali, perché troppo spesso vincolati a circuiti ristretti e poco pratici nella vita quotidiana.
Grazie a Jet HR Fringe Benefit, che integrerà la Tundr Card, questi limiti saranno secondo la tech company del tutto superati. I lavoratori riceveranno infatti una Mastercard accettata in centinaia di migliaia di punti vendita fisici e online in tutta Italia – con la stessa facilità già conosciuta e utilizzata abitualmente da chiunque, senza istruzioni speciali, vincoli e senza necessità di coinvolgere l’ufficio HR, potendo gestire facilmente e in autonomia lista movimenti e saldo.

La capacità dei fringe benefit di «raddoppiare il netto del dipendente e al contempo ridurre di un terzo il costo per l’azienda», secondo Marco Ogliengo, CEO e Co-founder di Jet HR, è «un’opportunità offerta dalla legge italiana ma non ancora sfruttata al 100% perché sommersa di burocrazia, sia per il dipendente che per l’azienda. Con la nostra tecnologia risolviamo la burocrazia lato azienda, e con quella di Tundr quella lato dipendente. Sono fiero quindi di aiutare le aziende italiane a portarsi a casa un risparmio così importante».

Soddisfazione per l’alleanza con Jet HR arriva anche da Tundr, come ha sottolineato proprio Giorgio Seveso, che ne è anche co-founder: «La nostra missione è democratizzare il welfare aziendale, rendendolo accessibile e davvero fruibile da tutti i dipendenti – per la cura dei propri cari come per le spese di ogni giorno – non solo in un’élite di grandi aziende strutturate. La collaborazione con Jet HR ci permette di accelerare verso questo obiettivo: portiamo la Tundr Card in un ecosistema che ha già dimostrato di saper ridisegnare i processi HR. Insieme possiamo avvicinarci ancora più rapidamente al traguardo di un welfare semplice, trasparente e ad alto impatto reale».
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