Benessere al lavoro, Nestlé investe anche nella tutela mentale dopo la malattia oncologica
Anche per il 2026 Nestlé rinnova il suo impegno nella prevenzione oncologica, confermando l’investimento di 70mila euro che prevede, tra le tante attività con diversi partner medici specializzati, una nuova collaborazione con Fondazione IEO-MONZINO ETS dedicata alla psiconcologia
Cultura della prevenzione e cura sul luogo di lavoro: è il binomio sposato da tempo da Nestlé per promuovere con iniziative concrete benessere e longevità dei propri collaboratori. L’ultima iniziativa in ordine cronologico annunciata nei giorni scorsi, è la partnership con Fondazione IEO Monzino ETS per tutelare anche la salute mentale dei dipendenti, con una particolare attenzione alla psico-oncologia.

Nello specifico, sono 70mila gli euro stanziati dall’azienda, presente in Italia in dieci differenti sedi, stabilimenti produttivi e filiali, da destinare durante il 2026 alla prevenzione oncologica, sviluppata attraverso collaborazioni e attività con diversi partner medici specializzati.
Visite e screening possono essere effettuati durante l’orario di lavoro a un prezzo agevolato, senza la necessità di ricorrere a permessi individuali. Per ottimizzare i tempi di spostamento, Nestlé ha scelto di organizzare le visite direttamente nelle singole sedi e stabilimenti della società, a partire dall’Headquarter di Assago. Così facendo, negli ultimi due anni è stato possibile offrire il servizio a oltre 1.600 dipendenti sparsi in tutto il territorio nazionale.
Il benessere emotivo e psicologico dei collaboratori è invece al centro della partnership con la Fondazione IEO-MONZINO ETS, con una particolare attenzione al rientro in società e al lavoro dopo la malattia oncologica. Al supporto psicologico dei dipendenti dell’azienda cooperano i professionisti di Psiconcologia che lavorano per l’Istituto Europeo di Oncologia, proprio con lo scopo di contribuire a creare un ambiente professionale più adatto ad accogliere le persone che hanno vissuto momenti di grande fragilità. Fra gli aspetti toccati dagli psico-oncologi c’è anche il carico emotivo sperimentato dai caregiver, ossia le persone che si occupano della gestione dell’esperienza oncologica in ambito familiare.
Il compito di spiegare il senso generale dell’iniziativa spetta a Ramona Politanò, Employee Health Manager del Gruppo Nestlé in Italia, che rimarca: «Negli anni abbiamo costruito un percorso solido, che ha coinvolto un numero sempre maggiore di persone e partner, e che continuiamo a rafforzare perché crediamo che la salute debba essere parte integrante della vita lavorativa. Con l’introduzione della psiconcologia facciamo un ulteriore passo avanti, riconoscendo l’importanza della dimensione emotiva e psicologica accanto a quella fisica».
A sua volta, Gabriella Pravettoni, Direttrice della Divisione di Psiconcologia dello IEO, sottolinea l’importanza di non trasformare i luoghi di lavoro in «”bolle” in cui non ci si chiede più come stanno davvero le persone, vedendole solo come colleghi o risorse». A suo avviso, anzi, proprio perché si vive e si lavora tutti più a lungo, «è fondamentale imparare a riconoscere l’altro nella sua interezza». Di qui la scelta di «integrare la psiconcologia nei contesti aziendali come esempio concreto di promozione di una cultura dell’ascolto, della consapevolezza e del rispetto dei tempi di ciascuno».
Del programma di prevenzione oncologica in Nestlé fanno poi parte anche i focus su alcune delle neoplasie a maggiore incidenza e a volte sottovalutate, ossia i tumori della pelle (in particolare il melanoma cutaneo) e il tumore al seno, con possibilità di effettuare visite dermatologiche con dermatoscopia e, per le donne, visite senologiche con ecografia mammaria.
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