Sei persone su dieci in cerca di lavoro affermano che il loro CV non arriva al recruiter
Un nuovo sondaggio de ilCVperfetto evidenzia una frustrazione crescente tra i candidati: c’è chi ammette di aver mentito nel CV, chi prova a cambiare settore e chi teme che il proprio CV finisca in un "buco nero digitale"
L’intelligenza artificiale semplifica il lavoro delle società di recruiting, ma non soddisfa allo stesso modo i candidati. Lo sostiene un nuovo sondaggio de ilCVperfetto, che rivela come la maggioranza ritenga poco trasparente il modo in cui vengono valutati i loro CV proprio perché affidato all’AI.

Basata sulle risposte fornite da oltre mille persone che hanno cercato lavoro negli ultimi 12 mesi, la survey sottolinea la presenza di un 27% che ammette di aver mentito nel curriculum; un altro 42% si sarebbe invece candidato per posizioni per le quali è sovra-qualificato, mentre il 71% ha cercato opportunità al di fuori del proprio settore per avere più possibilità di trovare lavoro.
Tra gli altri punti, il sondaggio ha messo in luce l’aumento di una certa distanza percepita tra invio e ricezione del proprio CV. Detto in altri termini, le persone hanno la sensazione che il loro CV finisca in una sora di “buco nero digitale”.
Grande sarebbe insomma lo scetticismo sulla funzione “Candidati con un clic” su LinkedIn o altri social: secondo la survey, il 41% non ha mai ottenuto un colloquio inviando un CV in questo modo contro appena il 10% che ha dichiarato di aver ottenuto risultati concreti usando questi strumenti.
In merito ai dati emersi dal sondaggio, Jasmine Escalera, esperta di carriere per ilCVperfetto, ha affermato: «In teoria, gli ATS e le candidature a portata di clic dovevano aiutare. In pratica, tante persone hanno l’impressione che la propria candidatura finisca in un sistema in cui non sai se poi qualcuno effettivamente leggerà il tuo curriculum». Per aggirare il problema, sarebbe utile «creare un CV ottimizzato per gli ATS, inserendo le parole chiave presenti nell’annuncio di lavoro, evidenziando le competenze richieste nell’offerta e personalizzando ogni candidatura», precisa ancora Escalera.
Per leggere il report completo State of Job Searching si può cliccare qui.
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