Intesa San Paolo e Ferrari, le aziende che piacciono di più ai giovani
Secondo la ricerca di Universum "Most Attractive Employers 2026", le banche guadagnano terreno, mentre le Big Tech perdono appeal tra gli studenti di economia. Ferrari conquista il primo posto tra i talenti STEM e la crescita professionale resta la priorità, ma lo stipendio sale al secondo posto tra i fattori più importanti nella scelta del lavoro
Per conquistare i giovani talenti non bastano più il richiamo dell’innovazione o il prestigio di un marchio tecnologico. Nel 2026, tra gli studenti universitari italiani crescono l’interesse per la finanza e l’attenzione alla retribuzione, mentre le grandi aziende tecnologiche arretrano in alcune delle classifiche più significative. A fotografare il cambiamento è l’edizione 2026 della ricerca “Most Attractive Employers” condotta da Universum – società internazionale specializzata in Employer Branding, ricerca e analisi del mercato del lavoro e Talent Attraction – tra febbraio e luglio su 7.567 studenti di oltre 50 università italiane.
Tra gli iscritti a corsi di Business, Intesa Sanpaolo conquista il primo posto, davanti a Ferrari ed European Central Bank. Seguono JPMorgan Chase e Apple, che perde quattro posizioni rispetto al 2025. Microsoft esce dalla Top 20 e Google scende di due posti, pur restando tra le prime dieci. In ascesa Goldman Sachs, ottava, e L’Oréal Groupe, nona, che si conferma il datore di lavoro più attrattivo del comparto dei beni di largo consumo. L’azienda è inoltre prima tra le studentesse e ha guadagnato 15 posizioni nella classifica generale in tre anni.
«Questi risultati ci riempiono di orgoglio- commenta Manuela Pardini, HR Director L’Oreal Italia – Anche quest’anno L’Oréal è il primo employer del settore FMCG in Italia e, in soli tre anni, ha guadagnato 15 posizioni nella classifica generale e 40 in quella maschile, dimostrando di saper superare la percezione di essere un’azienda rivolta principalmente alle donne. Un progresso che valorizza il percorso fatto e ci motiva a guardare al futuro con entusiasmo, mentre realizziamo la nostra ambizione nella Beauty Tech: inventare il futuro della bellezza unendo scienza, dati e intelligenza artificiale alla creatività umana, per guidare l’innovazione tecnologica nel settore beauty».
Tra gli studenti di ingegneria, informatica e scienze naturali il vertice cambia: Ferrari sale al primo posto, scalzando Google, mentre Leonardo conquista la terza posizione, guadagnando due posti. Apple e Microsoft restano nella Top 5, ma registrano una flessione nelle preferenze. L’automotive occupa metà delle prime dieci posizioni: oltre a Ferrari, figurano Lamborghini, Mercedes-Benz, Ducati e BMW. Crescono anche Dallara, Volkswagen e Stellantis, quest’ultima con un balzo di nove posizioni.
«In Ferrari crediamo da sempre che l’innovazione nasca dalle persone – dichiara Dennis de Munck, Head of Employer Branding and University partnerships in Ferrari – Il nostro fondatore ci ha insegnato che solo dal lavoro di squadra possono nascere le migliori soluzioni per il nostro futuro. Essere scelti dai giovani talenti come un luogo in cui desiderano costruire il proprio percorso professionale ci rende particolarmente orgogliosi. Continueremo a investire nello sviluppo delle competenze, nella formazione e nella creazione di un ambiente che permetta a ciascuno di crescere, imparare e contribuire con le proprie idee al successo di Ferrari».
Nelle altre aree disciplinari, Feltrinelli guida le preferenze degli studenti di materie umanistiche, Intesa Sanpaolo quelle di giurisprudenza, mentre in ambito sanitario emerge il desiderio di lavorare per il Servizio sanitario nazionale. La crescita della finanza è uno dei segnali più trasversali della ricerca. Tra gli studenti di Business, il settore bancario è passato da una posizione intermedia nel 2021 a quella di comparto più attrattivo nel 2026. La quota di chi lo indica tra le proprie preferenze sale dal 53% al 58% in un anno, con un incremento di 4,8 punti percentuali. Guadagnano terreno anche il banking e, soprattutto, la consulenza manageriale e strategica tra i profili STEM.
Retribuzione e benessere pesano di più
La crescita professionale resta il primo criterio nella scelta di un datore di lavoro: la considera molto importante il 65% degli studenti, contro il 62% del 2025. Ma cambia la gerarchia degli altri fattori. Il compenso economico sale dal quarto al secondo posto, superando il rispetto per le persone, ora terzo, e il benessere dei dipendenti, sceso al quarto. Seguono equilibrio tra vita e lavoro, prospettive di carriera, sicurezza occupazionale, formazione, meritocrazia e collaborazione. Le differenze di genere sono significative. La crescita professionale è una priorità per il 65% sia degli studenti sia delle studentesse, ma queste ultime attribuiscono maggiore importanza a inclusione e pari opportunità (44% contro 25%), rispetto per le persone (69% contro 53%) e benessere personale (67% contro 51%). Il divario a favore delle donne si mantiene, con 10-12 punti di differenza, anche per sicurezza del posto, work-life balance, flessibilità e sostenibilità. Gli uomini danno invece più peso alla retribuzione: 64% contro 58%.
Anche il significato attribuito ai singoli criteri è indicativo. Per il 73% degli intervistati l’equilibrio tra lavoro e vita privata passa soprattutto da orari ragionevoli; il 48% cita il lavoro da remoto. La sicurezza occupazionale viene associata prima di tutto a un ambiente di lavoro sicuro, indicato dal 65%, più che al contratto a tempo indeterminato o alla solidità finanziaria dell’azienda. Nella crescita professionale acquistano importanza percorsi di carriera strutturati, certificazioni e formazione continua. Quanto alla diversity, equity & inclusion, prevalgono gli aspetti concreti: il 78% indica l’equità di trattamento e il 74% le pari opportunità.
La ricerca Universum restituisce così le aspettative di una nuova generazione di lavoratori: lo sviluppo professionale resta centrale, ma retribuzione, sicurezza, flessibilità e qualità delle relazioni organizzative hanno un peso crescente nella scelta dell’azienda.
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