I giovani, la filosofia Scout e il futuro da costruire. “Coraggiosamente”

Al coraggio di costruire insieme il futuro è stato dedicato il summit del Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani organizzato a Lignano Sabbiadoro il 19 e 21 settembre. Un messaggio centrale per gli adulti di domani chiamati alla responsabilità sviluppando fiducia e capacità di ascolto

«Il coraggio è una scelta che diventa ancora più importante quando riguarda il futuro». Nelle parole di Annalisa Corrado, eurodeputata intervenuta al summit del CNGEI – Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani organizzato a Lignano Sabbiadoro il 19 e 20 settembre scorsi, c’è il senso di un tema che riguarda da vicino il mondo dell’educazione: aiutare le nuove generazioni a non sentirsi semplicemente spettatrici di ciò che accade intorno a loro, ma persone capaci di ascoltare, scegliere e assumersi responsabilità.

Alla kermesse erano presenti circa 750 educatrici, educatori e quadri direttivi del CNGEI, che hanno aperto il nuovo anno scout scegliendo come slogan proprio “Coraggiosamente”. L’avverbio è da intendersi non come ricerca di un eroismo fine a stesso, bensì come una domanda più quotidiana e concreta: che cosa significa oggi avere il coraggio di crescere, scegliere e prendersi cura degli altri?

In un contesto segnato da cambiamenti profondi, conflitti e nuove fragilità sociali, il CNGEI ha insomma scelto di riportare l’attenzione sul ruolo educativo delle comunità. Il coraggio, infatti, non viene letto come assenza di paura, ma come capacità di affrontare l’incertezza, mettere in discussione le proprie convinzioni, sperimentare strade nuove e costruire relazioni basate sull’ascolto e sul rispetto.

È una prospettiva che riguarda da vicino chi ogni giorno accompagna ragazze e ragazzi nel loro percorso di crescita. Educare al coraggio significa offrire strumenti per leggere il presente, sviluppare senso critico e imparare che ogni scelta individuale ha una ricaduta sulla comunità. Un approccio che fa parte della storia stessa dello scoutismo e del CNGEI, nato nel 1912 con una vocazione laica, pluralista e coeducativa.

Una storia nella quale non mancano momenti in cui il coraggio è diventato una scelta concreta. Nel marzo 1927 il CNGEI decise infatti di auto-sciogliersi prima che lo scioglimento fosse imposto dal regime fascista, per difendere la propria libertà educativa. Un episodio che ancora oggi viene ricordato dall’associazione come esempio di responsabilità civile e coerenza con i propri valori.

Sulle giornate di Lignano e sulla scelta di dedicarle al coraggio si è soffermata Filomena Grasso, presidente del CNGEI: «Le giornate di Lignano ci hanno mostrato quanto sia importante avere il coraggio di mettersi in discussione, ascoltare e cambiare. Per noi significa continuare a educare ragazze e ragazzi alla responsabilità, alla cittadinanza attiva e responsabile, alla capacità di essere protagonisti del proprio futuro».

Il percorso avviato in Friuli accompagnerà ora l’associazione verso il 2027, anno in cui i ragazzi e le ragazze tra i 12 e i 16 anni saranno coinvolti in un campo nazionale dedicato proprio al coraggio delle nuove generazioni. Un passaggio che si inserisce in un movimento scout internazionale che guarda al futuro attraverso i valori della pace, del dialogo e della convivenza.

Perché, alla fine, educare al coraggio significa soprattutto questo: aiutare le persone più giovani a capire che il futuro non è qualcosa che semplicemente accade, ma qualcosa alla cui costruzione ciascuno può contribuire.

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