Welfare aziendale, per gli italiani è un sostegno concreto al reddito

Seconda wave della ricerca curata da Satispay sull'uso dei benefit da parte degli italiani, sempre più percepiti come fondamentali per fronteggiare il carovita

Il welfare aziendale viene valutato sempre più per la sua capacità di incidere concretamente sul potere d’acquisto. Semplicità di utilizzo e possibilità di spendere i crediti nelle spese di tutti i giorni sono gli elementi che ne determinano il valore agli occhi dei lavoratori. A dirlo sono gli italiani intervistati per l’Osservatorio “Gli italiani e il welfare aziendale”, seconda wave della ricerca realizzata da SWG per Satispay tra il 14 e il 29 maggio 2026, con metodologia CAWI, su un campione rappresentativo della popolazione tra i 18 e i 74 anni.

Per il 78% degli intervistati è importante o fondamentale che l’azienda offra strumenti di welfare, mentre il 77% li considera un aiuto concreto contro il carovita nelle spese quotidiane. Il 73% li vede inoltre come uno strumento capace di alleggerire le uscite correnti e lasciare maggiore spazio al risparmio e alla pianificazione del futuro.

Alberto Dalmasso

«Qualche anno fa abbiamo visto con chiarezza come il welfare aziendale si stesse trasformando in un macro trend e in un pilastro portante per la gestione del carovita e la pianificazione del futuro», osserva Alberto Dalmasso, Ceo e Co-founder di Satispay.

La percezione del loro valore emerge ancora più chiaramente quando il welfare viene confrontato con la retribuzione tradizionale. Tre italiani su quattro dichiarano che percepirebbero un maggiore risparmio ricevendo 200 euro in welfare rispetto allo stesso importo tassato in busta paga. Un dipendente su due preferirebbe inoltre ricevere il premio di produzione sotto forma di crediti welfare, riconoscendone un maggiore valore spendibile rispetto a un aumento lordo dello stipendio.

Gli strumenti sono già abbastanza diffusi nelle imprese italiane. La metà dei dipendenti dichiara di disporre di benefit aziendali, una quota che aumenta al crescere delle dimensioni dell’impresa. I più comuni sono i buoni pasto, indicati dal 52%, la sanità integrativa, al 48%, e i fringe benefit, al 42%.

Resta però una distanza tra disponibilità e utilizzo effettivo. Solo il 52% di chi dispone di welfare dichiara di percepirne pienamente il valore nel sostegno alle spese familiari, mentre oltre un terzo utilizza ancora poco gli strumenti messi a disposizione. Il 37% chiede soprattutto una rete di esercizi convenzionati più ampia e diffusa sul territorio.

A confermare la centralità delle spese quotidiane sono anche i dati di utilizzo raccolti da Satispay. Tra i fringe benefit spesi negli esercizi fisici, grande distribuzione e supermercati rappresentano la prima voce, seguiti dalla ristorazione e dal retail. Le gift card digitali vengono invece utilizzate per un ventaglio più ampio di necessità, dalla spesa alimentare ai carburanti, dall’abbigliamento all’elettronica, fino ai viaggi e alla cura della persona.

Un utilizzo che riporta il welfare alla sua funzione più immediata: aumentare le risorse effettivamente disponibili per affrontare le spese di tutti i giorni.

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