Niente piano B al lavoro e nella vita? Allenati a trovarlo con Colt Super Express
Nel nuovo articolo della sua rubrica Lisa Coronini ci trasporta stavolta a bordo di un treno in corsa, trasformandoci in pistoleri alla ricerca di una maniera per sfangarla. Per l'autrice, il gioco è una metafora perfetta di come bisogna agire quando ogni nostra pianificazione è stata resa vana dalla realtà dei fatti. Al lavoro e nella vita.
di Lisa Coronini*

Il fischio del treno riecheggiava tra i canyon di roccia rossa, mentre le lamiere dei vagoni riflettevano il sole implacabile del mezzogiorno. Nel Far West c’erano poche certezze: il deserto senza fine, l’aria arida che entrava dai finestrini e una regola non scritta.
Su quel convoglio non potevi fidarti di nessuno.
Tuco controllò per l’ennesima volta il tamburo del suo revolver: carico.
Sapeva di non essere l’unico con una pistola pronta a sparare.
Belle, Cheyenne, Django, Doc, Ghost e Mei erano nascosti nelle altre carrozze. Sei rivali, tutti con lo stesso obiettivo: arrivare vivi a destinazione.
Mentre cercava di capire come sopravvivere agli altri banditi, un improvviso boato interruppe i suoi pensieri. Tuco si sporse dal finestrino e capì che il pericolo non arrivava solo dai suoi avversari.
Quello che lui e gli altri non avevano considerato era l’ottavo giocatore: il macchinista. Mentre tutti pensavano a sparare, lui aveva trovato il modo più semplice per vincere: liberarsi direttamente dei vagoni, lasciando i banditi in mezzo al deserto.
A quel punto una cosa era certa: restare indietro significava una sola cosa. Fine della corsa.

È proprio questa la sensazione che restituisce una partita di Colt Super Express: un party game ancora poco conosciuto, ma capace di trasformare quindici minuti di gioco in un piccolo western improvvisato.
L’ho scoperto grazie a un amico che lo ha portato a una serata giochi. Una partita, poi un’altra e, a fine serata, avevo già deciso che sarebbe entrato nella mia collezione. Da allora l’ho proposto parecchie volte e mi è anche capitato di regalarlo. Perché? Dura circa quindici minuti, si spiega in tre minuti ed è divertente fin dalla prima partita.
Ogni giocatore interpreta un bandito a bordo di un treno in corsa. A ogni round sceglie in segreto tre azioni muoversi, sparare o salire sul tetto, che verranno poi rivelate e risolte nell’ordine scelto.
Sulla carta sembra tutto semplice. Poi iniziano a giocare anche gli altri.
Ed è lì che è scattata la mia deformazione professionale: «Questo gioco funzionerebbe benissimo in aula».
Quando pianifichi le tue mosse non sai cosa faranno gli altri. Puoi provare a immaginarlo, intuire le loro intenzioni, leggere i loro comportamenti, ma non ne hai mai la certezza. E soprattutto, una volta prese le decisioni, non puoi tornare indietro. Niente piano B.
Secondo me, la competenza che questo gioco allena meglio è la capacità di agire nell’incertezza.
Nel lavoro pianifichiamo continuamente. Facciamo roadmap, definiamo priorità, organizziamo attività. Poi, inevitabilmente, qualcosa cambia: un cliente modifica una richiesta, un collega rallenta un’attività, un progetto prende una direzione diversa da quella immaginata.
Aspettare di avere tutte le informazioni per decidere, molto spesso, significa decidere troppo tardi.
Colt Super Express ti mette esattamente in quella situazione. Ti costringe a scegliere sapendo che una parte del risultato dipenderà dalle decisioni degli altri e che non potrai controllare tutto.
All’inizio spiazza. Poi, partita dopo partita, impari a convivere con questa sensazione. E forse è proprio questo l’allenamento più interessante: accettare che l’incertezza come condizione con cui imparare a decidere.
Non sono una grande appassionata delle ambientazioni western, eppure questo titolo è diventato uno dei miei preferiti degli ultimi tempi.
Veloce, accessibile e capace di allenare una competenza che oggi è sempre più preziosa, dentro e fuori dal lavoro.
Al prossimo LEVEL UP!

*Chi sono
Accompagno le organizzazioni nella progettazione e nello sviluppo di percorsi formativi e iniziative di Diversity, Equity & Inclusion. Sperimentatrice seriale di giochi da tavolo nella vita, osservo con curiosità cosa accade quando il gioco allena competenze manageriali. Con sorpresa ho scoperto che i due mondi hanno molto in comune. Così ho deciso di raccontarvelo.
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