Produttività e Caring Culture, pilastri del nuovo contratto integrativo di Lavazza

Sottoscritto da proprietà e rappresentanze sindacali, l'accordo copre il triennio 2026-2028 e interessa gli oltre 1.200 collaboratori del Centro Direzionale di Torino e del comprensorio di Settimo Torinese

Il rafforzamento della cultura della cura è al centro della strategia di organizzazione del lavoro del Gruppo Lavazza, l’azienda di origine torinese fondata nel 1895, che ha da poco rinnovato il proprio contratto integrativo per il triennio 2026-28. L’accordo riguarda gli oltre 1.200 collaboratori operanti nel Centro direzionale, di cui fanno parte la sede “Nuvola” e gli uffici del comprensorio di Settimo Torinese. Approvato dall’Assemblea dei Lavoratori, il nuovo contratto è stato sottoscritto dalla Società con la Rappresentanza Sindacale Unitaria del Centro Direzionale e le Organizzazioni Sindacali Territoriali.

Tra i punti più importanti, emerge innanzitutto la volontà dell’azienda torinese di promuovere un modello di organizzazione del lavoro capace di coniugare competitività, innovazione e qualità della vita delle persone.

Scendendo più nel dettaglio, l’accordo prevede l’estensione dei venerdì brevi da 15 a 19 settimane, nel periodo compreso fra i mesi di maggio e settembre, una conferma della loro utilità come strumento efficace per il bilanciamento tra vita professionale e personale senza ripercussioni produttività.

Confermato anche il progetto Smart Working, introdotto dall’Azienda nel 2018 e divenuto negli anni un importante mezzo per favorire l’evoluzione delle modalità di lavoro: dieci le giornate lavorative al mese – anche in modo consecutivo – in cui è possibile svolgere la propria attività lavorativa in modo agile. Un tipo di modello del genere si fonda sulla responsabilità personale, sull’autonomia nel raggiungimento degli obiettivi e sulla valorizzazione degli spazi aziendali come luogo di collaborazione e confronto tra colleghi.

Introdotta nel corso del 2025, la “Global Parental Policy” è la policy che garantisce a tutte le persone del Gruppo Lavazza, a livello globale, un congedo parentale retribuito al 100% di otto settimane. Applicabile per tutti senza distinzioni – donne e uomini, coppie etero o omogenitoriali, nuclei monogenitoriali, naturali o adottivi – la normativa aziendale riconosce il valore della genitorialità in ogni sua forma, affiancandosi alle normative nazionali nella maniera più favorevole per il dipendente (ad esempio, in Italia riguarda il padre o l’altro genitore). Sulla policy l’azienda sta valutando di estenderla ulteriormente nel prossimo futuro.

Il contratto integrativo del gruppo torinese conferma anche le principali misure di welfare già introdotte negli anni precedenti e via via ampliate grazie al Programma “Time to Care“. In particolare, viene potenziato il pillar “benessere e prevenzione della salute”, che offre ai collaboratori la possibilità di accedere a specifici permessi retribuiti per visite mediche. Confermate inoltre le sedici ore per l’attività di “caregiving”, utilizzabili per accompagnare familiari nonché congiunti/conviventi a visite mediche, sia extraospedaliere che ospedaliere, nonché quattro ore annue per necessità di cure e assistenza veterinaria per i propri animali domestici. L’azienda ha detto di nuovo sì infine alla possibilità di accesso al part-time, in automatico con la sola richiesta, per lavoratrici madri e lavoratori padri fino al compimento del terzo anno di vita del figlio.

Lavazza non si dimentica anche dell’impegno DEI: già inserito all’interno del piano strategico 2025-2029, prosegue ad esempio “Gap Free”, il programma strutturato di trasformazione culturale volto a favorire le pari opportunità, la valorizzazione delle differenze e la partecipazione attiva delle persone alla comunità aziendale nelle sue diverse sfaccettature. In tale ambito, particolare rilevanza è attribuita al contributo diretto delle persone tramite gli Employee Resource Groups (ERG), ossia spazi di confronto e ascolto dedicati a temi quali ad esempio la genitorialità, il genere, il caregiving e le diverse generazioni in Azienda.

La produttività è naturalmente l’altro faro che muove le politiche per le persone di Lavazza, testimoniato dall’erogazione nel 2026 del premio di oltre 4.100 euro, ossia pari al 140% del valore target. Con il nuovo contratto, questo tipo di scelta è ulteriormente rafforzata a beneficio di tutti i collaboratori interessati dal contratto, visti come esempi in carne ed ossa della loro partecipazione condivisa alle strategie di crescita del gruppo nel medio e lungo periodo. Il nuovo premio porta infatti il valore cumulato massimo teorico riconoscibile per questo triennio fino a oltre 12.300 euro a persona.

Sui punti principali del nuovo contratto integrativo, Enrico Contini, Chief Human Resources Officer del Gruppo Lavazza, ha commentato: «Siamo convinti che investire nella qualità del lavoro e nella conciliazione tra vita professionale e personale sia un fattore determinante per valorizzare e attrarre i talenti e sostenere la competitività del Gruppo nel lungo periodo. Le innovazioni introdotte si aggiungono a un sistema di welfare aziendale già solido e all’avanguardia nel suo genere, che continuiamo ad arricchire con interventi concreti a supporto delle nostre Persone. È la dimostrazione di una visione che considera il capitale umano la risorsa fondamentale e l’elemento imprescindibile del percorso di crescita sostenibile per un Gruppo sempre più globale».

SEGUI LA DIRETTA DI: