Hays Italia: «Con l’AI Act il recruiting diventa più trasparente e responsabile»
Dal 2 agosto la disciplina generale del provvedimento Ue entrato in vigore due anni fa rafforza ulteriormente le regole e le sanzioni per le aziende di ogni dimensione a garanzia dei candidati impegnati nei processi di selezione
Un algoritmo può decidere chi è il candidato più adatto per un lavoro? E fino a che punto l’intelligenza artificiale può influenzare una scelta che incide sul futuro professionale delle persone? Sono queste le due domande principali che si è posto Hays Italia, filiale italiana del gruppo internazionale specializzato nella ricerca e selezione del personale e nelle soluzioni per le risorse umane, riflettendo su come cambierà il mercato del recruiting alla luce dell’AI Act. Introdotta formalmente il primo agosto di due anni fa, la normativa europea entra nella sua fase generale di applicazione a partire dal 2 agosto, cui seguirà la data del 2 dicembre 2027 per l’applicazione di ulteriori obblighi specifici previsti per i sistemi di IA ad alto rischio, utilizzati nella selezione del personale.

La normativa europea classifica infatti come “ad alto rischio” proprio i sistemi di valutazione dei candidati, accanto a quelli che permettono di assumere decisioni che possano influenzarne l’assunzione. Man mano, i processi di recruiting dovranno insomma diventare più trasparenti, sicuri ed equi.
Ad esempio, diventano essenziali requisiti specifici per la gestione e la valutazione continua dei rischi, l’utilizzo di dati di qualità, la documentazione tecnica, la tracciabilità dei sistemi e meccanismi per individuare e ridurre al minimo eventuali bias lungo l’intero processo decisionale.
L’AI Act rafforza poi anche il “potere contrattuale” dei candidati, dal momento che impone alle aziende di informarli sull’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale durante le procedure di assunzione e durante il processo di supervisione, proprio perché siano minimizzato il rischio di decisioni automatizzate internamente.
Il cambiamento introdotto è destinato ad avere grande impatto su ogni genere di organizzazione. L’AI Act non distingue le aziende in base alle dimensioni, ma proprio tutte, le grandi come le Pmi, dovranno assicurare il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.
Entra nel merito Alessio Campi, People & Culture Director di Hays Italia, con le seguenti parole: «Il nuovo quadro normativo non deve essere interpretato come un limite all’innovazione, ma come un’opportunità per orientarla verso un utilizzo più responsabile, sostenibile e affidabile. In Hays crediamo che la tecnologia debba supportare, non sostituire, il giudizio delle persone: per questo mettiamo al centro una selezione autenticamente umana, in cui l’IA aumenta l’efficienza, mentre ascolto, competenza e responsabilità restano decisivi. Per le aziende, la sfida sarà integrare l’intelligenza artificiale nei processi di selezione mantenendo sempre al centro il giudizio e la responsabilità delle persone».
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