Competenze, AI e human touch senza età: il futuro del lavoro in scena a The Exchange
La terza edizione dell'Annual Conference di ManpowerGroup, a Milano lo scorso 11 giugno, è stata l'occasione per presentare anche il libro bianco curato dalla multinazionale presente nel nostro Paese dal 1994, intitolato "A un passo dal domani. La nuova mappa del lavoro”

E’ davvero così terribile non essere un Paese per giovani? La domanda è stata lanciata, con un pizzico di provocazione, da Nicola Palmarini alla platea intervenuta a The Exchange – Disegniamo insieme il futuro del lavoro”, la terza edizione della conferenza annuale di ManpowerGroup, tornata a Milano lo scorso 11 giugno. L’esperto di innovazione e longevità e direttore del NICA (UK National Innovation Centre for Ageing) è stato solo uno dei protagonisti della kermesse che ha riunito nel Superstudio Village imprese, istituzioni, accademici e rappresentanti della società civile per confrontarsi sulle trasformazioni in atto e sulle competenze necessarie per affrontarle.
Titolo dello speech di Palmarini era “Vecchi (abbastanza da fare la differenza) – quello che le organizzazioni non vedono (e che non possono più permettersi di continuare a non vedere)”, incentrato proprio sull’urgenza di affrontare la questione dell’inverno demografico con uno spirito del tutto nuovo. Se nel 2024 l’ingresso dell’intelligenza artificiale generativa nelle nostre vite era ancora agli albori, oggi è diventato infatti sempre più chiaro che saperla utilizzare al meglio significa governarla con il giusto “human touch” e spirito critico. L’IA è una tecnologia per adulti, ha osservato a sua volta Ester Viola, giuslavorista, che ha invitato i partecipanti a considerare “l’elefante della stanza” che continuiamo ad ignorare, ossia il fatto che «il posto fisso non vuole più nessuno» e che dal tasso di turnover del 40-50% annuale è al momento difficile tornare indietro.

“Qualcosa è insomma andato storto”, ha sostenuto Riccardo Luna, ricordando l’abisso che si è aperto tra l’anno domini 2014, nel quale Papa Francesco aveva definito internet «un dono di Dio» e il 2025, a pochi mesi dalla sua scomparsa, quando lo stesso pontefice ha parlato dei sociale come di «potente strumento che distorce la nostra realtà». Di qui la domanda del giornalista e scrittore: siamo sicuri che il modello di business costruito sulle nostre preferenze di pensiero sia il migliore possibile? E poi siamo certi che proprio i giovani laureati non siano tra i primi a perdere il lavoro per effetto dell’IA?

Di domande aperte ne sono emerse molte altre già dallo speech di apertura affidato dalla giornalista di Sky, Mariangela Pira, moderatrice dell’evento, ad Alessia Melcangi, storica, politologa e professoressa associata di Geopolitica e Storia contemporanea del Nord Africa e del Medio Oriente. Intitolato “La nuova geopolitica del potere: materie prime, AI e lavoro nella competizione globale”, il suo intervento ha messo in particolare in luce la necessità di aggiornare le competenze utili in un mondo in cui la geografia è tornata ad avere un peso enorme. Nell’era attuale caratterizzata dal passaggio dal “just in time al just in case”, si avrà sempre più bisogno di persone esperte di “geo-economia”, dotate di “intelligenza geopolitica”, quindi esperti di energia, sicurezza e sostenibilità. Cifra del nostro presente è in definitiva la resilienza, da coltivare differenziando fornitori, facendo scorte energetiche, ottimizzando risorse e curando la solidità delle infrastrutture.
Il keynote della docente ha dato ampi spunti alla discussione seguita durante la tavola rotonda con Massimiliano Branchi, Chief People, HSEQ and Sustainability Officer di Saipem, Carlo Alberto Carnevale Maffè, Economista e docente di Strategia e Imprenditorialità in SDA Bocconi School of Management, Gino Garbellini, Founding Partner di Piuarch, Anna Gionfriddo, Amministratrice Delegata di ManpowerGroup Italia e la già citata Ester Viola.
Intitolato “Share your Stories – Job Crafting”, il secondo panel ha approfondito il tema della ricostruzione delle competenze del futuro attraverso gli interventi di Enrico Cattaneo, Direttore MIT Technology Review Italia, Pietro Iurato, People & Culture Head Europe, Middle East and Africa di SAP, Stefano Micelli, Professore Ordinario di eBusiness presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e Raffaella Temporiti, CPO di Max Mara Fashion Group.

Una Giorgia Fumo resa più “tedesca” dalla birkenstock indossata sul gesso del suo piede infortunato ha offerto ai presenti risate genuine sui tick delle varie generazioni al lavoro, compresa quella al momento maggioritaria dei Millennial, cresciuta a cavallo tra mondo analogico e digitale, la sole capaci di spiegare come funziona una stampante ai GenZ e lo Spid ai Boomer.
A qualunque generazione si appartenga è comunque chiaro alle ricerche scientifiche attuali che «le imprese più performanti sono quelle che investono in modo sistematico nello sviluppo continuo delle competenze e nel benessere delle proprie persone». A sottolinearlo, è stata Anna Gionfriddo, che ha curato con il giornalista Giampaolo Colletti “A un passo dal domani. La nuova mappa del lavoro”, il libro presentato in chiusura di giornata“. Con la prefazione dell’On. Walter Rizzetto e i contributi di dieci autrici e autori del mondo accademico, giornalistico, aziendale, associativo e legato all’amministrazione pubblica, il testo si prefigge di essere una sorta di libro bianco del lavoro che verrà, come ricordato anche nella conversazione di Colletti con le autrici e gli autori del volume, incentrata sulle 10 parole chiave e le molteplici azioni proposte nel testo.
Tra le parole più importanti che hanno cucito un po’ tutti gli interventi di “The Exchange” sono state, accanto a persone, competenze e cambiamento, upskilling, job crafting e team ibridi.

Non solo l’AI, ma proprio l’urgenza di affrontare una trasformazione più profonda del modo di lavorare e di organizzare le imprese è insomma il tema centrale dell’oggi e del domani: solo chi saprà valorizzare le persone, svilupparne le competenze e costruire relazioni di fiducia potrà davvero “realizzare l’improbabile”, nel quale sperava Edgar Morin, citato da Riccardo Luna in chiusura del suo speech.
Per tutta la giornata, centinaia di giovani studentesse e studenti e persone interessate a confrontarsi con le aziende hanno avuto a disposizione lo huManpower Talent Hub, mentre sul finire dell’evento si è tenuta anche la cerimonia ufficiale di consegna degli attestati di partecipazione a tutti coloro che hanno completato il percorso formativo dei Master Experis Academy 2025-26, a testimonianza dell’impegno concreto di ManpowerGroup nella formazione delle competenze del futuro.
Per ulteriori dettagli sull’Annual Conference si può cliccare qui.
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