Se il manager è tossico, le dimissioni diventano più probabili

Si intitola "Bad Bosses" il sondaggio di LiveCareer che ha analizzato i pareri di mille dipendenti in diversi Paesi europei: il 41% di loro ha pensato di lasciare il lavoro per colpa di un cattivo capo, il 19% lo ha fatto davvero

Ponti e vacanze in genere spingono più di qualcuno a fare bilanci sulla propria condizione lavorativa. Per qualcuno significa anche prendere di petto il disagio vissuto per colpa dei propri responsabili, al punto da decidere di rassegnare le dimissioni. Del resto, lo dice anche un recente sondaggio di LiveCareer, piattaforma per la creazione di CV e la ricerca di lavoro, intitolato “Bad Bosses”.

Condotto nel marzo scorso su mille dipendenti provenienti da Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, il sondaggio consisteva in alcune domande riguardanti le esperienze avute con i manager, in particolare in presenza da parte dei medesimi di comportamenti tossici.

Il quadro emerso sarebbe piuttosto preoccupante. Secondo LiveCareer, in molte aziende la tossicità degli atteggiamenti manageriali non viene presa sul serio. In alcuni casi, viene addirittura premiata ed è proprio questa la ragione che sta dietro le dimissioni da parte di chi non riesce a tollerarlo. Il Report parla di un 60% di persone che ha mollato il lavoro o ha pensato di farlo.

Tra gli altri risultati, emerge poi che oltre tre dipendenti su quattro, pari al 76% del campione, ritengono che i cattivi capi siano comuni, o persino inevitabili, nei luoghi di lavoro. In più, i manager tossici farebbero anche carriera: quasi la metà, il 48%, viene promossa nonostante una gestione scadente o resta al proprio posto senza conseguenze; solo il 6% migliora grazie a interventi mirati o richiami.

Bad Bosses dice anche che la tolleranza verso i manager brillanti ma problematici è alta, al punto che il 66% dei dipendenti pensa che le aziende siano disposte a tollerare un manager tossico, se ottiene buoni risultati. Allo stesso modo, segnalare una cattiva gestione viene visto come un rischio dal 54% degli intervistati, che non si sente al sicuro nel denunciarla alle risorse umane.

Come capire davvero se si vive una situazione tossica non è poi sempre così facile, ma secondo il report di LiveCareer la cattiva gestione sarebbe comunque molto diffusa, anche negli ambienti in cui si segnalano esperienze positive.

In più, analizzando più da vicino i comportamenti dei “bad bosses”, secondo gli intervistati il grosso riguarderebbe la correttezza nella gestione delle persone. Ad esempio, tra gli atteggiamenti più criticati, ci sarebbe la tendenza a premiare sempre gli stessi, poi a prendersi il merito dei risultati altrui, fino ad umiliare qualcuno davanti agli altri e la tendenza a creare ambienti ostili o poco sereni.

La cattiva gestione non è mai un problema isolato, aggiunge ancora il Report: quando un manager crea tensione o sfiducia, gli effetti possono allargarsi poco alla volta a tutto il team e incidere anche sui risultati dell’azienda. Ciò che inizialmente sembra solo tensione interna finisce non di rado per trasformarsi in disimpegno, burnout e obiettivi mancati.

Live Career si sofferma anche sulle conseguenze mancate per i comportamenti dei cattivi manager: quasi la metà viene promossa oppure resta al proprio posto senza conseguenze.

Sui risultati della ricerca si è espressa Jasmine Escalera, esperta di carriera per LiveCareer, con queste parole: «La cattiva gestione dei team non è solo un problema nei rapporti tra persone: è un grave problema per il funzionamento dell’azienda. Non si può costruire un’azienda capace di ottenere buoni risultati se il comportamento dei manager spinge le persone migliori ad andarsene».

Per accedere al report completo, clicca su questo link.

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