Lusso e Sales: le nuove traiettorie di carriera nella filiera Made in Italy secondo Grafton
Secondo una ricerca curata dal brand di Gi Group Holding specializzato nel Professional Recruitment, le competenze e le opportunità nel settore commerciale del lusso sono in forte evoluzione anche per effetto delle diverse esigenze di Millennial e Gen Z
Lavorare nella filiera del lusso richiede grande allenamento al cambiamento, soprattutto nel Sales. Lo ha sottolineato Grafton, brand globale di Gi Group Holding specializzato in Professional Recruitment, che ha messo in luce la trasformazione nel tipo di competenze richieste dalle aziende, soprattutto di quelle piccole e sartoriali simbolo del Made in Italy, anche per effetto delle diverse aspettative delle generazioni più giovani.

Secondo Grafton, il lusso contemporaneo richiede agli addetti del Sales non solo doti speciali di negoziazione, bensì una grandissima conoscenza dell’intera filiera, al punto da essere in grado di raccontare l’origine dei materiali e tradurre la complessità industriale in valore percepito.
In più, è essenziale la credibilità tecnica nelle figure che si occupano del background di prodotto, che spesso hanno ricoperto in precedenza il ruolo di product manager: nel mondo del lusso bisogna essere anche capaci di coniugare competenze industriali e visione commerciale.
Ulteriore elemento distintivo del settore è la difficoltà di trasferire la conoscenza verticale del prodotto e della filiera nel breve periodo. Di qui la tendenza allo sviluppo di carriera di respiro più ampio, dall’esperienza all’estero al rientro in Italia, dal passaggio da grandi gruppi a realtà più piccole e sartoriali, dal Nord al Sud del Paese.
Secondo Grafton, si registra dunque un aumento della domanda di professionisti con esperienza internazionale, apprezzati per l’autonomia decisionale, la familiarità con standard globali e la conoscenza approfondita di un mercato estero, anche dal punto di vista culturale.
In questo scenario, si inserisce l’ulteriore novità, sempre più diffusa, del rientro dei talenti in Italia. Chi lo fa porta con sé best practice, visione strategica e una mentalità internazionale che contribuisce all’evoluzione e alla competitività delle imprese italiane, tutte qualità che li rendono particolarmente ricercati spingendo le aziende a riconoscere pacchetti retributivi attrattivi e ad affidare loro ruoli di maggiore responsabilità.
Il lusso è soggetto inoltre a grande internazionalizzazione, il che porta le aziende ad investire su profili capaci di presidiare territori complessi, gestire normative e relazioni con player globali e sviluppare reti distributive evolute. Addirittura, sottolinea la ricerca di Grafton, il fenomeno porta diversi professionisti italiani con esperienze maturate all’estero a rientrare perché richiamati dalle aziende per guidare le sedi internazionali delle aziende italiane, proprio nei mercati di cui conoscono dinamiche, cultura e modelli di business. In queste organizzazioni trovano spazi di responsabilità coerenti con il proprio percorso e una valorizzazione concreta del capitale di esperienza acquisito.
Un ulteriore trend riguarda la geografia delle opportunità, non tutte concentrate al Nord e a Milano in particolare. Certo, il capoluogo lombardo resta un hub centrale per il settore, ma sono in aumento i professioni che valutano percorsi di carriera più vicini al proprio territorio di origine, attratti, oltre che dal riavvicinamento alla famiglia di origine, dalla possibilità di contribuire allo sviluppo di realtà imprenditoriali locali, spesso altamente specializzate e radicate nei distretti del Made in Italy.
Una scelta del genere comporta anche il passaggio degli stessi professionisti da grandi gruppi a realtà più piccole e “sartoriali”. In questo contesto, Millennial e Gen Z sono le generazioni più sensibili alla possibilità di diventare più strategici in ambienti di lavoro a maggiore impatto per il territorio, non solo per il prodotto finale, ma anche per la filiera che lo genera.
Su questo aspetto, Francesco Manzini, Amministratore Delegato di Grafton, ha detto: «Per queste generazioni temi come sostenibilità, inclusione, trasparenza, responsabilità sociale e coerenza etica orientano concretamente le scelte di carriera. Grazie alla nostra presenza anche nel Mezzogiorno, osserviamo professionisti e professioniste orientarsi verso realtà del Sud Italia per contribuire attivamente allo sviluppo del territorio. Guidati dalla possibilità di lasciare un segno tangibile nel contesto economico e sociale in cui operano, portano competenze maturate in contesti nazionali e internazionali negli ecosistemi imprenditoriali locali rafforzandone competitività, managerializzazione e capacità di innovazione».
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