Open Your Board e Women of Change uniscono le forze per il futuro dell’Italia

L’alleanza tra le due realtà punta a valorizzare talento, promuovere collaborazione e trasformare il dialogo intergenerazionale in crescita sostenibile

Il dialogo tra le generazioni è la vera linfa che fa crescere e prosperare la società. Ne sono convinti Open Your Board e Women of Change Italia, due realtà accomunate da esperienza e sensibilità nella creazione di valore, che hanno scelto di unire le forze per trasformare il dialogo intergenerazionale in una
leva strategica di crescita e sviluppo sostenibile.

Annunciata nelle scorse settimane, l’alleanza si fonda sulla condivisione delle proprie reti professionali per valorizzare i talenti femminili e giovanili promuovendo la cultura della collaborazione.

Alla partnership Open Your Board e Women of Change Italia arrivano in maniera naturale, come ha sottolineato Anita Falcetta, presidente di Women of Change Italia: «Il dialogo tra generazioni è fondamentale per costruire organizzazioni capaci di evolvere nel tempo, ma acquista pieno valore quando si accompagna ad un reale coinvolgimento di tutti i portatori di interesse, le Istituzioni, gli operatori del Terzo Settore, le Università e le Aziende, chiamate oggi più che mai a svolgere un ruolo
attivo di promozione dei valori sociali, come fattori di Talent Attraction, di Retention e leve per il cambiamento della cultura organizzativa. Da questo assunto nasce la nostra sinergia».

La collaborazione in questa direzione sarebbe più urgente proprio nel contesto italiano. Lo testimoniano i dati di Open Your Board, secondo cui il Paese sarebbe davanti a sfide strutturali profonde, a partire dalla diminuzione della forza lavoro complessiva. Entro il 2035 il numero di persone occupate scenderà infatti di 2,9 milioni di unità, con il coinvolgimento nel processo di circa 100 mila imprese familiari nel cruciale passaggio generazionale. Il 49% dei giovani di oggi, osserva ancora la società di formazione, ha dichiarato di voler lasciare il lavoro entro sei mesi. Detto in altri termini, alla futura generazione di adulti interessano soprattutto realizzazione personale (89%), stabilità (68%) ed equilibrio vita-lavoro (39%).

Trovandosi però, al momento, in organizzazioni da cui non si sentono ascoltati né inclusi nei processi decisionali, diventa basilare cambiare prospettiva, pena la sopravvivenza stessa dell’imprenditoria italiana. Lo ribadiscono le due realtà unite dalla sfida di mettere in relazione competenze ed esperienze diverse, trasformando il dialogo intergenerazionale in un motore di innovazione e crescita sostenibile.

La partnership si basa sul modello di governance di OYB, che prevede non un programma di mentoring tradizionale, bensì un intervento sistemico. Nello specifico, giovani talenti vengono inseriti in team multidisciplinari con riporto diretto al Board, lavorando su progetti innovativi ad alto valore strategico, supportati da strumenti e metodologie proprietarie.

Previste inoltre occasioni concrete di confronto, ascolto e progettualità condivisa, in cui giovani talenti e professionisti con esperienza collaborano su iniziative strategiche capaci di generare impatti misurabili sulle organizzazioni e sul territorio.

Nel merito, Francesca Scoppetta, co-ideatrice del progetto Open Your Board, ha sottolineato: «Open Your Board nasce dall’esigenza di superare un limite strutturale delle organizzazioni: la distanza tra chi prende decisioni e chi porta nuove prospettive. Non si tratta semplicemente di inserire giovani nei contesti aziendali ma di creare un vero scambio di valore, in cui competenze, visioni e linguaggi diversi si contaminano generando innovazione. Il nostro modello interviene direttamente nei processi decisionali, mettendo in relazione generazioni e professionalità differenti su progetti concreti, con un impatto misurabile. È così che il dialogo intergenerazionale smette di essere un principio astratto e diventa una leva strategica capace di trasformare la governance e rendere le organizzazioni più aperte, consapevoli e orientate al futuro».

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