nCore HR: «Con l’AI, approccio più equo e oggettivo nella valutazione dei candidati»
L’International Talent Acquisition Forum ha ricordato come l’AI possa essere una leva strategica capace di rivoluzionare il recruiting. Le aziende che sapranno integrare efficacemente questi strumenti nei loro processi di selezione avranno un vantaggio competitivo
Il mondo del lavoro sta attraversando una trasformazione profonda. La ricerca e selezione del personale, un tempo basata su criteri tradizionali e processi spesso lunghi e soggettivi, sta evolvendo anche grazie all’intelligenza artificiale. L’AI non solo accelera il matching tra domanda e offerta, ma sembra poter introdurre un approccio più equo e oggettivo nella valutazione dei candidati.

Questi scenari sono stati al centro della prima edizione dell’International Talent Acquisition Forum, organizzata da nCore HR il 27 e 28 marzo scorsi a Villa d’Este, Cernobbio. Un evento che ha riunito esperti di Talent Acquisition provenienti da aziende internazionali come Satispay, PVH (Calvin Klein, Tommy Hilfiger), McCain, ING, Heineken, Campari, HP e istituzioni come la NATO. Obiettivo del Forum: esplorare il ruolo dell’AI nei processi di selezione e delineare le strategie per un futuro più innovativo e inclusivo.
«Il confronto con talent director di esperienza internazionale ha offerto spunti preziosi su come l’intelligenza artificiale possa trasformare la selezione del personale», spiega Silvia Corani, moderatrice dell’evento e CCO di nCore HR. «Abbiamo analizzato le funzionalità più promettenti dell’AI per rendere il recruiting più inclusivo, equo e agile. Tra i temi discussi: l’uso degli agenti AI nelle interazioni con i candidati e gli hiring manager, l’adozione di strumenti AI da parte dei candidati stessi per ottimizzare CV e risposte durante i colloqui e l’integrazione dell’AI nell’analisi delle soft skills per superare la tradizionale valutazione basata sul curriculum».

Tra le innovazioni presentate, ha suscitato particolare interesse Claire, un agente AI evoluto progettato per supportare i recruiter nelle prime fasi di selezione. «L’AI può occuparsi di attività cruciali come l’integrazione delle job description, la ricerca attiva di candidati, la pianificazione delle interviste e lo screening dei curricula, migliorando l’efficienza del processo e permettendo ai recruiter di concentrarsi su attività a più alto valore strategico», sottolinea Corani.
Nel suo percorso di innovazione, nCore HR si focalizza su tre aspetti chiave per rendere il recruiting più efficace e imparziale:
– Ricerca senza bias: eliminazione di informazioni sensibili come genere, età, etnia o disabilità dai CV, garantendo una valutazione oggettiva basata su esperienze e competenze.
– Ottimizzazione delle job description: creazione di annunci più inclusivi per attrarre una platea di talenti più ampia.
– AI Ranking: una tecnologia avanzata che supera il semplice keyword matching e analizza fattori come esperienza, settore di provenienza e percorso educativo per individuare i candidati più adatti.
«In un mondo del lavoro che evolve rapidamente, la capacità di adattarsi e collaborare sta diventando più importante delle competenze tecniche», afferma Enrico Ariotti, co-founder di nCore HR. «Abbiamo voluto creare uno spazio di confronto aperto, in cui i professionisti HR possano esplorare le opportunità offerte dall’AI. Oggi i recruiter devono affrontare volumi di candidature in crescita e garantire processi più rapidi ed efficienti. Le nostre tecnologie permettono di migliorare la selezione, rendendola più precisa e realmente basata sul potenziale delle persone».
Il dibattito si è poi spostato su un aspetto sempre più centrale: la valutazione delle soft skill. L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando anche questo ambito, offrendo strumenti per analizzare le risposte dei candidati nelle video interviste e superare i limiti dei metodi tradizionali. Tra i vantaggi principali, spiccano la riduzione dei bias nei processi di selezione, il miglioramento delle dinamiche di team, attraverso l’individuazione di competenze complementari e una maggiore predittività della performance lavorativa, con un focus su adattabilità e flessibilità.
L’adozione di test psicometrici e strumenti basati sull’AI aiuta a valutare in modo più strutturato le caratteristiche personali e le competenze comportamentali, riducendo l’influenza di fattori soggettivi. Restano comunque aperte alcune sfide, come la necessità di definire criteri di valutazione universali senza cadere in schematizzazioni rigide.
La suite integrata di AI Assessment presentata da nCore HR appare come un ulteriore passo avanti in questa direzione. «In un’epoca in cui le competenze tecniche diventano rapidamente obsolete, la capacità di adattarsi, collaborare e comunicare efficacemente sarà sempre più un fattore distintivo», conclude Ariotti. «Il nostro obiettivo è fornire strumenti che migliorino lo screening dei candidati, identificando le qualità personali che fanno davvero la differenza nel lungo periodo».
NEWS CORRELATE