Edvance 2.0, la formazione digitale è una questione di cittadinanza

La rete nazionale di università e istituzioni AFAM dedicata alla formazione digitale avvia una nuova fase con l’obiettivo è rendere le competenze digitali accessibili a tutti, a ogni età.

«La formazione sta diventando un’esigenza trasversale alle età, alle professioni e al ruolo che ciascuno ha nel mondo». Con queste parole Federico Caniato, professore di Gestione e Organizzazione Aziendale e delegato alla Formazione continua del Politecnico di Milano, ha sottolineato il valore della formazione permanente durante la presentazione di Edvance 2.0, la nuova fase del progetto nazionale per la Cultura Digitale Avanzata, avvenuta lo scorso 29 ottobre al Politecnico di Milano.

Le considerazioni del docente sono stimolate dalla constatazione condivisa dagli organizzatori del progetto della presenza di un tasso di alfabetizzazione digitale degli italiani ancora largamente insufficiente. La conferma arriva dalla Relazione nazionale sul Decennio Digitale 2026 della Commissione europea, secondo cui soltanto il 54,27% dei connazionali tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base, contro una media europea del 60,4%. Il divario evidenzia la necessità di promuovere opportunità formative rivolte all’intera popolazione, superando l’idea che l’aggiornamento digitale riguardi esclusivamente i giovani o chi lavora nei settori tecnologici.

Nato nell’ambito del PNRR con il finanziamento dell’Unione europea attraverso NextGenerationEU, Edvance ha riunito 16 istituzioni universitarie e AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) in una rete dedicata alla diffusione delle competenze digitali avanzate, con particolare attenzione all’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale. I risultati raggiunti nei primi due anni comprendono oltre 150 mila studenti e professionisti formati, più di 360 corsi gratuiti e oltre 530 crediti formativi universitari erogati.

Il progetto mette a disposizione una piattaforma online che raccoglie corsi aperti a studenti, docenti, professionisti e cittadini, accessibili attraverso credenziali universitarie, SPID o CIE. I percorsi affrontano diversi ambiti della cultura digitale e prevedono anche sistemi di certificazione delle competenze acquisite, attraverso Open Badge e micro-credenziali, riconoscibili nei percorsi formativi laddove previsto dalle singole istituzioni.

Con la conclusione della fase finanziata dal PNRR, Edvance non si ferma, ma punta ad ampliare il proprio raggio d’azione. Edvance 2.0 intende valorizzare i contenuti, gli strumenti e le competenze sviluppati dalla rete, coinvolgendo maggiormente anche le realtà esterne al mondo universitario, dalle scuole agli enti locali fino alle organizzazioni del terzo settore. L’obiettivo è costruire un’infrastruttura formativa sempre più diffusa, capace di accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita.

«Il successo di Edvance non è solo nei numeri, ma nel fatto che sedici istituzioni abbiano imparato a progettare insieme, con standard comuni di qualità, piattaforme che si parlano e percorsi di formazione su competenze digitali avanzate», osserva Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano. «Abbiamo messo a disposizione del Paese un’infrastruttura che rappresenta un patrimonio da valorizzare, in particolare negli ambiti dell’intelligenza artificiale, dei dati e della sostenibilità digitale».

La nuova fase del progetto punta dunque a consolidare una rete di conoscenze e opportunità che vada oltre i confini dell’università e della formazione tradizionale. In una società nella quale le tecnologie digitali intervengono sempre più spesso nelle relazioni, nei servizi e nell’accesso alle informazioni – ribadiscono i promotori – imparare a utilizzarle in modo critico e consapevole diventa una competenza di cittadinanza, da coltivare a ogni età.

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