Le 100 migliori aziende europee in cui lavorare: solo due sono italiane

Nella "Fortune 100 Best Companies to Work in Europe" di Great Place to Work, le uniche realtà del nostro Paese sono Chiesi e Bending Spoons rispettivamente al 21esimo e 69 esimo posto.

Cento aziende, due sole italiane. È un risultato che racconta quanto sia ancora limitata la presenza del nostro Paese ai vertici europei della qualità dell’ambiente di lavoro. Nella classifica Fortune 100 Best Companies to Work For in Europe 2026, stilata da Great Place To Work, a rappresentare l’Italia sono infatti solo Chiesi, azienda biofarmaceutica al 21 esimo posto, e Bending Spoons, società milanese specializzata nello sviluppo software, al 69 esima. Nessuna delle due, con ogni evidenza, entra nella top ten.

Costruita a partire dalle opinioni di 1,2 milioni di lavoratori europei, chiamati a valutare la propria esperienza professionale, la classifica prende in considerazione organizzazioni con almeno 500 dipendenti, già presenti in almeno una delle classifiche nazionali dei migliori ambienti di lavoro realizzate nei Paesi europei coinvolti nell’indagine. Non si tratta, dunque, di una graduatoria basata esclusivamente sulle politiche aziendali dichiarate, ma soprattutto sulla percezione delle persone che lavorano all’interno delle organizzazioni.

Al centro della valutazione c’è la fiducia, considerata un elemento decisivo nella relazione tra dipendenti e management. È proprio la capacità di costruire un rapporto credibile con i collaboratori, attraverso ascolto, comunicazione e coerenza nei comportamenti, a distinguere le aziende che raggiungono i risultati migliori.

Guardando alle prime posizioni, il primato europeo spetta a Hilton, gruppo dell’ospitalità, seguito da AbbVie, attiva nel settore biofarmaceutico, e DHL, specializzata nei trasporti e nella logistica. Completano le prime dieci posizioni Cisco, Specsavers, Allianz, Stryker, Aviva, Siemens Healthineers e Salesforce.

La distribuzione per settori evidenzia una netta prevalenza dell’information technology, che rappresenta il 28% delle aziende premiate. Seguono i servizi finanziari e assicurativi, con il 14%, e i servizi professionali, con il 12%. Biotecnologie e farmaceutica e retail rappresentano ciascuno il 10%, mentre manifattura e produzione raggiungono il 9%.

Il ranking fotografa dunque una distribuzione molto eterogenea dei comparti come generatori di qualità per i propri addetti: un’indicazione che conferma come quest’ultima dipenda soprattutto dalle scelte organizzative e manageriali piuttosto che dalla tipologia di attività svolta.

In questo quadro, la presenza di due sole aziende italiane assume un significato particolare. Chiesi e Bending Spoons operano in settori differenti, ma condividono la capacità di distinguersi in una graduatoria che mette a confronto grandi organizzazioni internazionali.

Sulla questione interviene in particolare Beniamino Bedusa, presidente di Great Place To Work Italia: «Due realtà italiane tra le 100 migliori in Europa, in una classifica composta da grandi organizzazioni, sono un risultato importante», oltre che una sfida vera e propria per tutto il Made in Italy, considerando la distanza delle realtà del nostro Paese dalla top ten.

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