JobMentis, la startup che innova la ricerca di lavoro nell’era dell’AI

Sylvain Querné racconta il progetto d'impresa con il quale si prefigge di trasformare radicalmente l'AI recruiting favorendo il match perfetto tra candidato e azienda

di Sylvain Querné*

L’intelligenza artificiale ha reso più semplice candidarsi, ma non più efficace il processo di selezione. Tra CV generati in serie, filtri automatizzati ed esperienze difficili da verificare, il recruiting rischia di perdere di vista ciò che conta davvero: trovare la persona giusta per il ruolo giusto, con un fit non solo di competenze ma anche di cultura e valori.
Per questo nasce JobMentis, startup che parte dalla memoria professionale del lavoratore e punta alla preparazione accurata di ogni fase della selezione, supportando candidati e career coach grazie a oltre 30 strumenti AI-powered.

LO SCENARIO DELL’HIRING ITALIANO
Mentre le aziende introducono business process outsourcing e nuovi strumenti per automatizzare la selezione e mentre i candidati utilizzano l’AI per preparare CV “perfetti” in pochi minuti, al contrario il processo di assunzione non sembra aver avuto lo stesso ritmo di accelerazione. Secondo il report globale “The Hire Standard 2022-2025” di Greenhouse, il tempo medio necessario alle aziende per completare una selezione sarebbe passato da 40 giorni nel 2022 a 60 giorni nel 2026.

Il dato mette in luce un paradosso: rendere più veloce una candidatura non significa rendere più efficace la scelta del candidato. Se da una parte l’AI consente di produrre e inviare un numero crescente di CV, dall’altra i recruiter devono individuare, all’interno di una mole sempre più ampia di application, le persone che possiedono davvero le skill e caratteristiche richieste.

La tecnologia, nata per semplificare il processo, finisce pertanto per alimentare un circolo vizioso: i candidati utilizzano strumenti generativi per adattare rapidamente il proprio CV agli annunci, talvolta enfatizzando competenze che non possiedono o producendo profili molto simili tra loro. Le aziende, dal lato loro, per gestire questi volumi, si affidano a sistemi di selezione assistiti dalla tecnologia che spesso non fanno emergere candidature interessanti, precludendo ai recruiter la possibilità di valutarle.

In questo scenario, allora, non ha senso candidarsi a più posizioni, semmai occorre individuare quelle in cui la propria expertise e le proprie caratteristiche individuali possono davvero fare la differenza. Un obiettivo che riguarda tanto il candidato quanto l’azienda: un inserimento più coerente con le aspettative reciproche può contribuire a costruire un rapporto professionale più solido.

In estrema sintesi, al momento nessuno è soddisfatto sul mercato. Sempre secondo i dati Greenhouse, la crescita esponenziale delle candidature nell’ultimo triennio (+111% di applications inviate per annuncio) sarebbe inversamente proporzionale alla diminuzione dei recruiter all’interno delle organizzazioni (-56%). Come si può pensare di lavorare bene con queste premesse?

DALLA CAREER MEMORY ALLA PREPARAZIONE DEL COLLOQUIO
JobMentis è un ambiente smart nel quale le persone possono raccogliere, organizzare e valorizzare la propria storia lavorativa, utilizzandola per affrontare in modo più consapevole le diverse fasi della ricerca di lavoro.
Il cuore della piattaforma è la Career Memory, una memoria professionale che raccoglie CV, esperienze, obiettivi, caratteristiche personali, fatti verificati e storie professionali. Queste informazioni alimentano i diversi strumenti di JobMentis, evitando che per ogni nuova candidatura serva ripartire da zero.

La differenza rispetto all’utilizzo di un AI chatbot generico sta proprio in questo punto di partenza: anziché chiedere a un modello di generare un CV a partire da un annuncio, il candidato lavora sulla propria esperienza effettiva e sulla knowledge che ha realmente maturato. Da questa base può costruire una presentazione di sé più mirata, valorizzando gli elementi pertinenti per una determinata opportunità senza perdere coerenza con il proprio percorso.

La piattaforma integra strumenti per l’analisi delle competenze e degli obiettivi professionali, l’ottimizzazione del CV e del profilo LinkedIn, la gestione delle candidature e la preparazione ai colloqui. Tra questi, una delle funzionalità centrali è la simulazione di colloquio basata su una banca di oltre 105.000 domande reali utilizzate dalle aziende, con riferimenti a più di 2.000 datori di lavoro. Attraverso simulazioni vocali interattive, il candidato può esercitarsi sulle domande, organizzare le proprie risposte e ricevere indicazioni sugli aspetti da migliorare.

L’obiettivo non è fornire risposte preconfezionate da ripetere durante un colloquio, ma aiutare la persona a riconoscere le proprie esperienze significative e a raccontarle in modo chiaro, concreto e pertinente rispetto al ruolo per cui si sta candidando.

IL RUOLO DEL CAREER COACH: LA TECNOLOGIA NON SOSTITUISCE IL CONFRONTO UMANO
In questo modello, la preparazione del candidato non si esaurisce nell’utilizzo di strumenti automatizzati. JobMentis prevede anche uno spazio di lavoro condiviso tra candidato e career coach, nel quale organizzare materiali, obiettivi e attività.
Il coach può così accompagnare la persona nella migliore lettura possibile del proprio percorso professionale, nell’individuazione delle opportunità più coerenti e nella preparazione delle candidature.
La tecnologia mette insomma a disposizione una solida base di informazioni e strumenti di lavoro, mentre il confronto umano aiuta a interpretarli e a trasformarli in scelte ragionate.

*Chi è l’autore

Manager con 25 anni di esperienza executive in big tech internazionali come Meta, eBay, Lenovo, Nokia, MediaWorld e Canon Europe, Sylvain Querné oggi è Founder di JobMentis.

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