PMI europee, l’Italia resta fuori dal podio
Solo cinque aziende italiane entrano nella classifica 2026 di Great Place to Work dedicata alle migliori PMI europee per cui lavorare. Nessuna raggiunge il podio, dominato da realtà del settore IT.
Solo cinque aziende italiane tra le 100 migliori PMI europee per cui lavorare e nessuna sul podio. È il quadro che emerge dall’edizione 2026 della classifica Best Small & Medium Workplaces in Europe stilata da Great Place to Work, che prende in considerazione le imprese certificate con un numero di collaboratori compreso tra 50 e 499.

Il ranking nasce dalle opinioni raccolte tra oltre 1,5 milioni di lavoratori europei e valuta la loro esperienza su aspetti come fiducia, innovazione, valori aziendali e leadership, oltre alla capacità delle organizzazioni di costruire ambienti di lavoro nei quali le persone si sentano accolte e valorizzate indipendentemente dal ruolo ricoperto. Le 100 realtà premiate rappresentano complessivamente 21 Paesi europei.
A livello geografico, il Regno Unito è il Paese più rappresentato con 13 aziende, davanti alla Norvegia con 10. Seguono Belgio e Germania con otto realtà ciascuno, Irlanda, Grecia e Cipro con sette, mentre l’Italia si ferma a cinque presenze, lo stesso numero di Danimarca e Paesi Bassi. Sul fronte dei settori, a dominare è l’Information Technology, che rappresenta il 37% delle imprese in classifica, davanti ai servizi professionali e ai servizi finanziari e assicurativi.
La prima italiana compare al 25esimo posto: si tratta di GalileoLife, realtà pugliese che lavora al fianco delle farmacie con l’obiettivo di ampliarne il ruolo nell’accesso a servizi per salute e benessere. Al 50esimo posto si trova Jet HR, attiva nell’HR Tech, seguita da Aton Group, 52esima, società tecnologica certificata B Corp specializzata nella trasformazione digitale dei processi di vendita, tracciabilità e supply chain. Reverse, società di headhunting focalizzata sulla ricerca di middle e top manager, occupa la 55esima posizione, mentre Vianova, operatore toscano di rete fissa e mobile per le imprese, è 63esima.

Il compito di commentare i risultati della nuova edizione del ranking spetta ad Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia: «L’edizione 2026 della classifica conferma che l’Italia fatica ancora ad affermarsi tra i migliori ambienti di lavoro del continente», osserva. Secondo Zollo, le cinque aziende presenti mostrano comunque come sia possibile costruire organizzazioni fondate maggiormente su fiducia, responsabilità condivisa e valorizzazione delle persone, superando modelli organizzativi ancora legati al controllo e alla gerarchia.
La distanza dal vertice resta però evidente anche guardando alla composizione del podio. Al primo posto si trova isolutions ag, società dell’Information Technology con sedi in Spagna e Svizzera. Seconda è l’austriaca willhaben internet service GmbH & Co KG, anch’essa attiva nell’IT, mentre il terzo gradino è occupato dalla belga Axxes, società che opera nello stesso settore. Un podio interamente tecnologico, insomma, che riflette anche il peso assunto dall’Information Technology nella classifica europea complessiva.
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