Cybersecurity, con l’AI cresce il bisogno di competenze umane

Secondo una ricerca curata da Cisco, la crescita di impiego dell'AI nel mondo della cybersecurity aprirà le porte del mondo del lavoro anche ad altre figure professionali. In carne ed ossa

Nella cybersecurity dell’era dell’AI non bastano più le competenze tecniche. Pensiero critico, capacità di giudizio, ragionamento etico e collaborazione stanno diventando sempre più importanti nella ricerca di professionisti del settore. È quanto emerge dalla più recente analisi dell’AI Workforce Consortium, organismo specializzato nell’analisi dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e sulle competenze, nato su iniziativa di Cisco.

Secondo la ricerca, riferita al periodo ottobre 2025 – marzo 2026, nei Paesi del G7 gli annunci di lavoro nel settore della cybersecurity sono aumentati del 9,5% rispetto allo stesso arco temporale dell’anno precedente. In maniera analoga, la quota delle offerte che richiedono competenze di intelligenza artificiale è raddoppiata, passando dal 14,2% al 28,5%.

Con la diffusione dell’AI agentica, infatti, una quota crescente delle attività operative può essere affidata a quest’ultima attraverso i cosiddetti agenti, mentre alle persone resta il compito di stabilire obiettivi e limiti, definire i punti di controllo, supervisionarne l’azione e assumersi la responsabilità dei risultati. Diventano così centrali capacità come pensiero critico e sistemico, giudizio, adattabilità, precisione del linguaggio e ragionamento etico.

Una ricerca Cisco condotta su 8.000 responsabili della sicurezza in 30 mercati e 14 settori rileva che il 36% degli intervistati considera tra le principali priorità per i prossimi due anni lo sviluppo di capacità di difesa basate sull’AI. Seguono il miglioramento della capacità di rilevamento e dei tempi di risposta, indicato dal 32%, e la sicurezza delle applicazioni, al 27%. Solo il 25% mette invece tra le priorità l’investimento nelle persone.

Le aziende stanno accelerando sull’adozione di strumenti capaci di contrastare minacce sempre più sofisticate, ma hanno allo stesso tempo bisogno di persone in grado di controllarne l’azione, valutarne i risultati e assumere decisioni in contesti complessi.

Tra i profili più richiesti restano Security Engineer, Cybersecurity Engineer/Analyst e analisti SOC, mentre stanno emergendo nuove figure legate direttamente all’intelligenza artificiale, come AI Forensics Expert e Agent Security Expert. La pressione sul mercato rende quindi sempre più urgente aggiornare la formazione, sia per chi entra oggi nel settore sia per i professionisti già attivi, integrando alle competenze tecniche quelle capacità di giudizio e supervisione che l’AI agentica sta rendendo sempre più centrali.

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