Stop al pendolarismo per nove lavoratori su dieci: l’indagine di IWG

Costo della vita, connessione veloce, accesso a spazi di lavoro professionali e servizi locali: questi i fattori chiave nella scelta di dove vivere secondo la società specializzata nelle soluzioni per il lavoro ibrido e nei brand di spazi di lavoro presente in oltre 120 Paesi, Italia compresa

Un’ora in più della giornata da dedicare agli spostamenti casa-lavoro? Nemmeno per idea. E’ questa la posizione di ben nove lavoratori su dieci, secondo un’indagine condotta dall’International Workplace Group (IWG).

Incentrata sulle preferenze abitative delle persone, la ricerca rientra nella realizzazione del Commuter Town Index, un’analisi che valuta città e centri urbani a livello globale in base a trasporti, servizi locali, connettività e disponibilità di spazi di lavoro flessibili, per capire quanto siano adatti alle esigenze di chi lavora in modalità ibrida.

Tra i Paesi meglio posizionati, spicca la Germania con le città di Leverkusen, nell’area Reno-Ruhr, Bonn e Augsburg. Al secondo posto si posiziona l’Ungheria, con l’area metropolitana di Budapest, dove spiccano Szentendre, Budaörs ed Érd.

Secondo l’indagine, nella scelta della residenza, sempre più persone sembrano privilegiare città in grado di ridurre i tempi di pendolarismo, offrendo al tempo stesso servizi, infrastrutture e spazi di lavoro professionali vicino a casa. Questo tipo di orientamento sta contribuendo a ridisegnare la geografia del lavoro, premiando aree urbane e suburbane ben collegate e dotate di spazi flessibili nelle vicinanze delle zone residenziali.

Tra le preferenze indicate dagli intervistati per la scelta del luogo in cui vivere, il 93% cita il costo della vita. Seguono la presenza di servizi essenziali per la salute (90%) e di attività di ristorazione, palestre e negozi (87%). Tra le ulteriori priorità c’è la velocità di Internet/Wi-Fi (92,8%) e la possibilità di accedere a spazi di lavoro nelle vicinanze (85%). Completano la lista la presenza di aree verdi e spazi naturali (83%).

L’importanza di limitare il pendolarismo è sentita in modo particolare dai giovani: l’indagine parla di un 75% di Millennial e di un analogo 72% di GenZ che si dichiarano pronti a vivere lontano dai centri città, a condizione di poter contare su spazi di lavoro flessibili o su collegamenti di trasporto efficienti.

Il lavoro ibrido si conferma insomma, secondo IWG, come un elemento che incide in modo significativo sulla quotidianità dei lavoratori, con un impatto che va oltre la semplice logistica. Per la metà degli intervistati (50%), l’adozione di questo modello avrebbe infatti portato a un miglioramento della salute e del benessere generale. Questo si tradurrebbe in una maggiore produttività, come dichiarato dal 45% del campione.

Il tempo riconquistato grazie alla flessibilità viene oltretutto reinvestito nella sfera personale: il 44% ha più occasioni per dedicarsi ai propri hobby, mentre il 43% riesce a trascorrere più tempo con familiari e amici.

Analizzando i fattori chiave di questo nuovo equilibrio, emerge in definitiva con chiarezza che il tempo risparmiato negli spostamenti (30%) sia il beneficio più apprezzato, seguito dalla possibilità di dedicare più attenzioni alla famiglia (27%) e da un alleggerimento del costo della vita (20%).

Sull’evoluzione degli stili di vita dei lavoratori messi in luce dall’indagine, Mark Dixon, fondatore e Ceo di IWG, ha dichiarato: «La tecnologia e l’integrazione dell’IA stanno trasformando profondamente il modo in cui lavoriamo e i luoghi in cui viviamo, convertendo le aree residenziali in poli dinamici in cui vita e lavoro si integrano sempre di più. Lo scenario del pendolarismo quotidiano, con i suoi lunghi e costosi tragitti, è destinato a diventare un paradigma del passato. Il modello ibrido, infatti, migliora concretamente la vita delle persone, con un impatto positivo anche sul piano economico».

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