Il ranking di Great Place To Work Italia compie 25 anni: premio al fatturato per le aziende “top”
Resa nota la classifica dei 75 migliori ambienti di lavoro italiani stilata da Great Place To Work ascoltando il parere di oltre 210 mila collaboratori di 415 realtà aziendali di dimensioni differenti
Per il suo quarto di secolo, la classifica di Great Place To Work Italia delle 75 migliori aziende viste dagli occhi dei loro collaboratori premia soprattutto il settore IT, seguito da biotecnologie e farmaceutico e i servizi finanziari e assicurativi.

Stilata sulla base dei pareri di oltre 210mila collaboratori di 415 organizzazioni attive sul territorio nazionale, il ranking premia soprattutto la Lombardia e Lazio, ossia le regioni in cui si trovano 7 delle 10 realtà entrate nella top ten. A detta di Alessandro Zollo, Ceo di GPTW Italia, ai primi posti si collocano le «organizzazioni dove l’ascolto delle persone e la fiducia nel loro lavoro sono pratiche concrete, indipendentemente dalle loro dimensioni aziendali».
Scendendo più nel dettaglio, i 75 migliori ambienti di lavoro presentano, secondo il ranking, un Trust Index medio, l’indicatore del clima di fiducia di un’organizzazione, pari all’85%, con una crescita dell’1% rispetto al 2025.
Tra le aziende “best” e tutte le altre, dice ancora la classifica, ci sarebbe un divario di 10 punti percentuali, che s’allarga addirittura a un +41% nel confronto con il dato del Trust Index medio della norma italiana (44%), il quale evidenzia il valore medio delle aziende italiane sui principali indicatori di Great Place To Work, ottenuto tramite il report European Workforce Study.

Un altro interessante parametro d’analisi è rappresentato dall’Overall Satisfaction, una valutazione più diretta dell’eccellenza di un ambiente di lavoro che, nel 2026, è risultato essere pari all’87%, come nel 2025, con una differenza di 44 punti percentuali se paragonato alla media generale italiana.
L’elevato grado di fiducia manifestato dalle persone verso le aziende in classifica si riflette tra l’altro sul fatturato: i ricavi delle Best workplaces d’Italia sarebbero cresciuti del 20%, contro il solo 1% delle organizzazioni non in classifica.
Scendendo ancora più a fondo sui pareri espressi per genere, età e profilo aziendale, la maggioranza delle opinioni è stata raccolta tra gli uomini, per lo più Millennial, suddivisi in organizzazioni dalle dimensioni differenti.
Dall’analisi dei commenti dei collaboratori delle realtà best workplaces emerge poi come a rendere unico e/o speciale l’ambiente di lavoro siano soprattutto l’aiuto e il supporto (21%), l’atmosfera (13%) e la collaborazione (12%) mentre sono in fondo alla classifica elementi quali lo spazio di lavoro, gli orari di lavoro e la flessibilità e l’equilibrio tra lavoro e vita privata (8%).
Sempre secondo i collaboratori delle aziende best workplaces, tra i miglioramenti da apportare per rendere migliore l’ambiente di lavoro, ci sono la retribuzione (19%), i processi interni (17%) e la comunicazione (16%). Analizzando invece il Trust Index medio, registrato sulla base delle dimensioni delle migliori organizzazioni italiane, si evince come vi sia un divario tra l’indice di fiducia fatto registrare dalle piccole aziende presenti nel ranking (94%) rispetto ai dati delle imprese medie (88%), medio-grandi (85%), grandi e super grandi (79%).
Sui risultati della nuova edizione Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia, ha dichiarato: «In questi 25 anni abbiamo ascoltato quasi due milioni di persone di oltre cinquemila organizzazioni, mentre il mercato del lavoro cambiava profondamente sotto i nostri occhi, attraversando pandemie, rivoluzioni digitali e crisi economiche. Oggi, come allora, il nostro plauso va alle aziende che scelgono di intraprendere un percorso di miglioramento, basando le proprie azioni sui dati emersi dall’ascolto attivo delle proprie persone. Questa classifica, e i riconoscimenti che ne derivano, sono dedicati prima di tutto a loro».

Meritocrazia, responsabilizzazione ed eventi speciali sono i tre ambiti in crescita nelle 75 aziende in classifica, mentre i benefit e la flessibilità risultano in calo dell’1%. Su questi ultimi dati Zollo ha considerato: «Quest’anno, ancora più che in passato, abbiamo riscontrato come le aziende certificate Great Place to Work, e ancor più quelle presenti in classifica, registrino performance economiche superiori e un valore di mercato significativamente più elevato. A questo si affiancano livelli più alti di sostenibilità, una più marcata propensione all’innovazione e una maggiore maturità nella comunicazione digitale. È ciò che a livello internazionale viene ormai definito il “Great Place to Work Effect”».
Ecco quali sono, suddivisi per categorie sulla base del numero di collaboratori, i migliori ambienti di lavoro in Italia nel 2026. Nella categoria delle aziende con più di 1.000 collaboratori, la migliore organizzazione in cui lavorare è Hilton (alberghiero), seguita da Abbvie (biotecnologie e prodotti farmaceutici) e TP (telecomunicazioni).
Passando alla categoria delle organizzazioni che hanno tra i 500 e i 999 collaboratori trionfa Cisco (information technology), davanti a Bending Spoons (information technology) e ConTe.it (assicurazioni).
Nella categoria delle aziende che hanno tra i 150 e i 499 collaboratori vince MetLife (servizi finanziari & assicurazioni), completano il podio Bristol-Myers Squibb (biofarmaceutico) e Jet HR (HR Tech).
Il podio della categoria tra i 50 e i 149 collaboratori vede al primo posto Biogen (biotecnologie) e completano il podio Galileo Life (healthcare) e Reverse SpA (risorse umane).
Nella categoria con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 49, il primo posto lo conquista Auditel (media) davanti a Trek Bicycle (produzione) e ACSoftware (informatica).
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