Klaaryo aumenta il capitale per trasformare il suo Whatsapp recruiting in nuova cultura HR
La startup nasce per portare l’intelligenza conversazionale e l’AI generativa al cuore della trasformazione digitale dei processi HR, lungo l’intera employee journey.
Dopo il lancio del proprio sistema di recruiting basato su WhatsApp e AI, la startup innovativa Klaaryo ha annunciato di aver ampliato il proprio capitale d’impresa grazie all’investimento di oltre 2,1 milioni di euro grazie a The Techshop, fondo VC focalizzato su aziende software B2B early stage.
Il capitale consentirà alla startup fondata da Federico Pedron, Luca Tamborino Frisari e Luigi Adornetto di ampliare il team e accelerare lo sviluppo della piattaforma, consolidando il mercato italiano e aprendosi a quello di altri Paesi europei.

Tra le aziende che hanno scelto di utilizzare la piattaforma di recruiting conversazionale per le loro selezioni ci sono diversi marchi del settore food, presenti anche fuori dai confini nazionali. In totale, finora Klaaryo ha già gestito oltre 300 mila candidature, supportato migliaia di assunzioni. La scelta di diventare “lead investor” della realtà innovativa è motivata in questo modo da Gianluca d’Agostino, Founder e Managing Partner di The Techshop: «Abbiamo analizzato decine di aziende HR Tech negli ultimi anni, e raramente abbiamo visto una point solution raggiungere il livello di product-market fit di Klaaryo. L’impatto sul business dei clienti è immediato: più velocità nel pre-screening, meno no-show, recruiter liberati da ore di lavoro ripetitivo e candidati soddisfatti del processo di selezione. Il founding team ha avuto la perseveranza di affinare il prodotto negli ultimi 18 mesi, realizzando una soluzione di AI agentica che funziona e crea valore».
Ma come funziona il recruiting conversazionale di Klaaryo? Per cominciare, il suo AI Agent nativo WhatsApp trasforma il modo in cui le aziende e le persone si incontrano e interagiscono. Si tratta di una vera e propria evoluzione della Candidate Experience, basata sull’ascolto da parte degli agenti AI, in grado anche di rispondere e accompagnare ogni persona lungo il tutto il percorso di selezione, creando dialoghi autentici e coerenti con i valori aziendali, semplificando i processi HR e potenziando la relazione tra persone e organizzazione.
Dietro la nascita della startup c’è in più la volontà di portare l’intelligenza conversazionale e l’AI generativa al cuore della trasformazione digitale dei processi HR, lungo l’intera employee journey – dall’attrazione dei talenti all’onboarding fino all’employmnent engagement, superando il semplice concetto di recruiting.
L’approccio scelto da Klaaryo è insomma “soft skills-driven”, ossia non si limita a raccogliere dati di processo, ma interpreta il linguaggio e il comportamento conversazionale per individuare tratti di personalità, motivazioni, valori e predisposizioni relazionali.
In questa prospettiva, cambia anche il ruolo del recruiter: da process manager che fa a manager che interpreta e decide, supervisiona agenti conversazionali, legge segnali, costruisce relazioni umane quando è più importante.
Quello che Klaaryo vuole portare nel mondo del lavoro è in definitiva un cambiamento culturale, non solo operativo.
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