Learning Agility, la competenza centrale nel lavoro di oggi e domani

Il paper del centro di innovazione del PoliMI che spiega perché e come trasformare la Learning Agility una capacità organizzativa a beneficio non del singolo, ma delle aziende nel loro complesso

La nuova frontiera dell’apprendimento? Si chiama “learning agility”. A sostenerlo, è un paper curato da Roberta Morici, Director della Business Unit Education del centro di innovazione digitale Cefriel del Politecnico di Milano, intitolato “Learning Agility: come trasformare l’apprendimento continuo in una capacità organizzativa”. Si tratta di una sfida molto impegnativa per manager e organizzazioni, i primi e le seconde chiamati tutti insieme a permettere che le loro persone possano continuare ad imparare mentre lavorano.

In particolare, Morici spiega nel paper che la Learning Agility consiste proprio nella capacità di ricavare rapidamente apprendimento dall’esperienza, trasferendolo a situazioni nuove, nonché modificando il proprio comportamento quando il contesto lo richiede. Detto diversamente, si tratta di un tipo di atteggiamento che ci permette non tanto di accumulare nuove conoscenze, quanto di saper imparare, disimparare ciò che non è più adeguato e imparare nuovamente.

Il tema coinvolge naturalmente ben più della singola persona. Sono invece proprio le organizzazioni nel loro insieme a diventare protagoniste nel cambiamento dell’approccio generale all’apprendimento. Occorre insomma trasformare quest’ultimo in una vera e propria competenza organizzativa, creando un contesto che favorisca la Learning Agility. Le leve su cui intervenire sono quindi diverse e riguardano il modo in cui si progetta il lavoro, si facilita l’accesso alla conoscenza, si creano occasioni di sperimentazione e si sostengono le persone nel riconoscere e sviluppare la propria capacità di imparare.

In questo processo si inserisce anche un approccio inedito all’AI, che potrebbe sulla carta aumentare enormemente l’accesso alla conoscenza supportando le persone nello svolgimento delle attività. Accedere alla conoscenza non significa tuttavia automaticamente imparare davvero. Di qui l’approccio all’AI scelto dalla stessa Cefriel, che la utilizza come strumento di apprendimento e miglioramento continuo, mantenendo comunque centrale il giudizio critico delle persone.

Tre sono in particolare secondo il centro di innovazione i principi che possono guidare le organizzazioni e i manager nello sviluppo della Learning Agility:

– la capacità di imparare continuamente, ossia l’attitudine a leggere situazioni nuove, valorizzare l’esperienza, trovare la conoscenza necessaria, sperimentare, adattarsi e anche disimparare pratiche ormai inadeguate;

– la formazione intesa come progettazione dei processi di apprendimento, con un mutamento di focus dal training, centrato su chi forma, al learning, centrato su chi apprende.

– l’assunzione della Learning Agility come responsabilità organizzativa, non soltanto individuale. L’AI deve essere in altri termini usata non per ottenere risultati al posto delle persone, ma per aumentare la loro capacità di comprendere, valutare e apprendere.

Per leggere il paper integrale, si può utilizzare questo link.

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