Shakers entra in Italia, rivoluzionando il lavoro freelance con l’AI

La scaleup madrilena fondata nel 2012 da Hector Mata, Nico de Luis, Jaime Castillo e Adrian de Pedro entra in Italia con l'obiettivo di trasformare il lavoro dei sempre più numerosi freelance italiani in un ecosistema digitale a misura dei professionisti più di talento

In un Paese come l’Italia in cui i freelance hanno ormai superato i cinque milioni su oltre ventiquattro milioni di occupati, il lavoro indipendente non rappresenta più una dimensione marginale del sistema produttivo, ma una componente strutturale dell’economia, che richiede nuove infrastrutture tecnologiche in grado di mettere in contatto talenti qualificati e organizzazioni. È proprio su questo terreno che si inserisce la proposta di Shakers, scaleup fondata a Madrid nel 2021 da Héctor Mata, Nico de Luis, Jaime Castillo e Adrián de Pedro, con l’obiettivo di costruire un ecosistema digitale capace di ridefinire il modo in cui aziende e professionisti collaborano nel medio e lungo periodo.

I founder di Shakers

Annunciato a inizio 2026, l’ingresso di Shakers nel mercato italiano arriva in un contesto in cui la domanda di competenze specializzate cresce di pari passo con la rapida evoluzione delle necessità delle imprese. Se da un lato il numero dei lavoratori freelance è in costante aumento, dall’altro la difficoltà di reperire talenti con le giuste competenze è uno dei principali freni alla digitalizzazione e all’innovazione nelle aziende. In questo scenario, Shakers si propone come la soluzione ideale, integrando intelligenza artificiale e tecnologia per accelerare il matching tra professionisti e imprese, riducendo i tempi e migliorando la qualità delle collaborazioni.

La piattaforma sfrutta un sistema di AI proprietaria che non si limita a semplificare la ricerca di talenti, ma ottimizza l’intero ciclo della collaborazione, dalla selezione del professionista all’emissione del contratto e alla gestione dei pagamenti. Con oltre mille progetti completati e più di seimila talenti registrati, Shakers ha già dimostrato la propria capacità di adattarsi alle necessità dei diversi mercati, rafforzandosi grazie a un round di finanziamento da 14 milioni di euro che ha supportato l’espansione della piattaforma e il potenziamento delle tecnologie AI.

Ciò che distingue Shakers è proprio l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per il matching avanzato tra imprese e freelance. Una volta caricato un progetto, l’AI di Shakers analizza le competenze richieste e seleziona i candidati ideali in tempi rapidi, riducendo la fase di ricerca a meno di 48 ore. Un altro aspetto innovativo riguarda la selezione dei talenti: solo il 7% dei candidati supera i test di qualificazione, garantendo che le aziende possano accedere a un network di professionisti altamente specializzati.

Nico de Luis

L’arrivo della piattaforma in Italia non è solo un’opportunità per le aziende, ma rappresenta anche un cambiamento culturale significativo per il mondo del freelance. Shakers introduce infatti una nuova visione del lavoro indipendente, visto non più solo come adattamento delle persone in cerca di spazio nel mercato del lavoro a richieste occasionali di impiego, bensì come parte integrante di un ecosistema collaborativo che promuove la qualità, la continuità e l’eccellenza.

«In Shakers proponiamo un modello innovativo di collaborazione in cui autonomia, performance e tecnologia si combinano per accompagnare imprese e professionisti nella nuova era del lavoro», spiega Nico de Luis, co-founder e COO di Shakers. La piattaforma consente di colmare il gap tra la domanda di competenze e gli strumenti per collaborare in modo efficace, preciso e veloce, offrendo dunque opportunità concrete sia alle aziende sia ai talenti freelance.

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