Trasferte di lavoro, Milano mercato emergente nell’housing flessibile
Secondo la proptech Ukio, specializzata in soggiorni corporate, i lavoratori italiani in viaggio sono più presenti a Parigi, ma Milano è destinata a svilupparsi in maniera importante
Gli italiani in viaggio di lavoro per l’Europa offrono a Ukio, proptech specializzata nell’housing flessibile nata a Barcellona nel 2020, occasioni promettenti di crescita. In particolare Milano è infatti appena diventato il sesto mercato della società catalana, che proprio nel capoluogo lombardo vorrebbe sviluppare fino al 15% del proprio business. Tra i settori più interessanti spicca quello della consulenza, con soluzioni immobiliari che spaziano dagli appartamenti con una o due camere da letto fino a quelli più ampi, con tre o quattro camere. I quartieri verso i quali l’azienda si aspetta maggiore richiesta per il segmento dei trasferimenti corporate sono al momento Porta Venezia, Brera, Porta Romana, ma anche Magenta, Washington, Isola e Cadorna.

La proptech ha diffuso i dati generali dei soggiorni corporate nelle città dell’Europa meridionali, soffermandosi sulla spesa mensile correlata, i profili professionali, le nazionalità e le preferenze di alloggio.
In generale, in tutti i mercati dell’housing flessibile sono guidati dalle prenotazioni nazionali e da quelle effettuate da lavoratori americani, anche se ogni città presenta alcune singolarità in questo settore.
Per quanto riguarda gli italiani in trasferta per periodi che superano i 30 giorni, la tendenza più rilevante risulta essere quella dei trasferimenti verso Parigi: qui i connazionali in viaggio di lavoro appartengono soprattutto ai settori della finanza, della consulenza e della creatività, e le prenotazioni hanno un valore mensile di circa 3.200 euro al mese.
Dove soggiornano gli italiani a Parigi? In centro, privilegiando appartamenti con una sola camera da letto.
Se si guarda poi alla mansione e all’età dei lavoratori in viaggio, si nota come siano per il 36% manager e consulenti dai 36 ai 45 anni, con un 27% di creativi e profili appartenenti al mondo della tecnologia o della finanza tra i 26 e i 25 anni.
Ottobre e dicembre sono poi i periodi in cui si concentrano maggiormente i soggiorni corporate a medio e lungo termine, i quartieri più ricercati sono Champs-Élysées (29%) e la zona del Louvre (21%), ma anche Opéra (16%) ed Eiffel/Trocadéro (14%).
Venendo invece a Barcellona, città di origine di Ukio, i lavoratori in viaggio la scelgono per periodi medio lunghi, con i lavoratori americani (16%) che tendono a prenotare con un anticipo anche superiore ai 90 giorni, mentre quelli spagnoli, 35%, tendono a soggiornare più spesso per periodi intorno ai 30 giorni, prenotando più sotto data.
Dal resto d’Europa, i soggiorni corporate coinvolgono soprattutto lavoratori francesi, tedeschi e irlandesi, che si fermano per periodi dai 30 ai 90 giorni. Marzo e novembre sono i periodi in cui si registrano più prenotazioni per soggiorni a lungo termine in città. Il 48% dei professionisti si colloca in una fascia d’età tra i 36 e i 55 anni.
La presenza di italiani in trasferta di lavoro è più diffusa a Madrid, un mercato più giovane che con Barcelllona ha in comune la preferenza come sede per soggiorni lunghi. Nella capitale spagnola sono presenti lavoratori provenienti da Francia, UK, Germania e per l’appunto Italia, impegnati nel settore aziendale e finanziario.
Interessante notare che a Madrid, dopo gli americani, i viaggiatori corporate che spendono di più provengono dall’Irlanda: 3.708 Euro al mese.

Meno sentita la presenza italiana a Lisbona, considerato l’hub per eccellenza del remote working.
Il 23% delle prenotazioni proviene infatti da portoghesi, il 45% da expat residenti in Portogallo, un altro 23% delle prenotazioni viene effettuato da viaggiatori provenienti da Stati uniti e UK, il 9% da professionisti provenienti dal Brasile.
I soggiorni superano spesso i 90 giorni, e i professionisti più presenti sono impiegati nei settori della tecnologia e della consulenza. In generale, il 36% delle prenotazioni si riferisce a professionisti tra i 36 e i 45 anni, il 29% a lavoratori tra i 26 e i 35 anni. Se si considerano i remote worker, la maggior parte appartiene alla fascia tra i 26 e i 35 anni, il 28% alla fascia 36-45 e il 13% a quella 46-55 anni.
I periodi in cui si concentrano la maggior parte di soggiorni lunghi sono marzo e gennaio, mentre il budget mensile per questi trasferimenti aziendali va dai 2.500 ai 3.500 euro al mese.
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