Strategie quotidiane per avere la giusta energia al lavoro, anche nei giorni no
La nostra contributor Gaia Elisa Rossi suggerisce alcuni semplici esercizi da introdurre nella nostra quotidianità al lavoro per recuperare lucidità e concentrazione. Punto di partenza è imparare ad ascoltare il nostro livello naturale di energia rendendoci nel tempo più forti e strutturati in modo sano
di Gaia Elisa Rossi*

Ci sono giorni in cui lavorare scorre: ti senti presente, concentrata/o, capace. E ce ne sono altri in cui l’energia sembra svanire all’improvviso, lasciando spazio a stanchezza mentale, distrazione, irritabilità. Tendiamo a pensarla come una questione di carico di lavoro o stanchezza. Vero, ma non è tutto.
L’energia quotidiana è un ecosistema complesso fatto di corpo, mente, emozioni, ritmi e scelte. Non possiamo controllarla del tutto, ma possiamo creare le condizioni affinché questa rimanga stabile e accessibile. Di seguito vi illustro alcuni metodi che potreste utilizzare per recuperarla.
Anticipare la stanchezza, non inseguirla
Molte persone iniziano a prendersi una pausa solo quando sono già esauste. In realtà, il sistema nervoso risponde meglio a momenti di riposo prima che l’energia scenda sotto soglia. È quasi controintuitivo, ma funziona: riposarsi quando siamo ancora lucidi amplifica il recupero.
Prova a ritagliarti un piccolo momento per te: cinque minuti in cui ti fermi, respiri, fai stretching leggero o ti allontani dallo schermo. Cinque minuti davvero tuoi.
Questi micro-momenti non sono pause di cortesia: sono interventi sul sistema attentivo. Ripristinano concentrazione, riducono la fatica percepita e migliorano l’umore. E lo fanno senza stravolgere la giornata.
Gestire il ritmo, non la forza di volontà
Il nostro cervello lavora per cicli: periodi di concentrazione profonda, seguiti da cali fisiologici. Usare sempre la forza di volontà per superare quei cali è inefficiente e logorante.
Un ritmo sostenibile può essere 60 – 90 minuti di concentrazione, seguiti da 5 – 10 minuti di decompressione.
La pausa deve essere vera: niente e-mail, niente notifiche, niente micro-lavori. Un bicchiere d’acqua, un giro per l’ufficio, guardare fuori dalla finestra: basta questo per abbassare il carico cognitivo.
Il lavoro continua grazie alla pausa, e non nonostante la pausa.
Creare attività che accendono la mente
Quando siamo stanchi, spesso facciamo scrolling compulsivo al cellulare: ci intrattiene, ma non ci ricarica. Non coinvolge davvero il cervello, non ci dà agency. È un falso riposo: sembra una pausa, ma in realtà non lo è.
Molto più efficace è dedicare piccoli spazi ad attività leggere che somigliano più al gioco che alla prestazione. Non lo si fa per essere produttivi, ma per entrare in uno stato di flow: completo assorbimento, senso di competenza, tempo che scorre senza attrito.
L’attività non deve essere un grande progetto: qualcosa di semplice, manuale, immersivo. Ed è proprio lì che nasce il flow. Lo stato di flow non è solo piacevole: neurochimicamente, aumenta la produzione di neurotrasmettitori come dopamina e noradrenalina, che sostengono motivazione, attenzione e vitalità.
Per trovare la tua attività che ti porti nello stato di flow, scrivi cinque momenti dell’ultimo anno in cui ti sei sentito totalmente assorbito da qualcosa. Che cosa stavi facendo? In che ambiente eri? Da quella lista potresti scoprire quali attività ti accendono davvero. Poi, scegli una di queste e dedicale 15 minuti oggi. Non svolgerla per ottenere risultati: fallo per vedere cosa succede, come reagisce il tuo corpo e la tua mente.
Muovere il corpo per cambiare l’energia
Il corpo è uno dei modi più rapidi per cambiare stato mentale ed uscire dal torpore. Non serve una sessione di intenso allenamento per resettare il sistema nervoso. Per riattivare attenzione e vitalità bastano tre minuti di movimenti minimi.
Prova così:
– Allunga la colonna vertebrale: seduto, immagina di creare spazio tra vertebre e nuca. Respira e lascia cadere le spalle.
– Ruota lentamente il collo, prima da un lato e poi dall’altro.
– Apri il petto per pochi secondi: mani sulla scrivania, scapole che si avvicinano, respiro profondo.
– Stendi le braccia in avanti, intreccia le dita e spingi lontano la scrivania come per creare spazio.
– Piccola camminata: alzati e passeggia in ufficio. Senti il corpo sgranchirsi.
– Stretching dei polsi: fondamentale per tensione da tastiera; bastano pochi secondi.
Sono gesti semplici, ma hanno un impatto immediato sul sistema nervoso: aumentano ossigenazione, riducono tensioni muscolari, riattivano la corteccia prefrontale.
Il messaggio per la mente è: «Sono vivo, sono qui, posso cambiare stato».
Mangiare per sostenere l’energia
Il cibo è un alleato dell’attenzione. Piccoli pasti regolari, equilibrio tra i vari gruppi alimentari, idratazione. E soprattutto: evitare lunghi digiuni inconsapevoli che poi sfociano in crolli energetici.
Ricorda: L’energia non è un tratto della personalità. Non è questione di possederla oppure no. L’energia è un sistema delicato, che risponde a ritmo, cura, gioco, pause anticipate, movimento e momenti di flow. Il vero obiettivo non è essere sempre al 100%, ma imparare ad ascoltare il proprio livello di energia per poterlo sostenere in modo sano, e dunque essere più forti e strutturati a lungo.

*Chi è l’autrice
Gaia Elisa Rossi è una psicologa clinica specializzata nella gestione dell’ansia e dello stress. Appassionata di prestigiazione fin da bambina, ha calcato palcoscenici internazionali arrivando a rappresentare l’Italia come finalista ai campionati europei e mondiali di magia. L’esperienza nel mondo dello spettacolo arricchisce la sua pratica clinica nella gestione delle emozioni e dello stress, offrendo un approccio fortemente concreto che le permette di comprendere e supportare al meglio i pazienti. È inoltre attiva in progetti di divulgazione che intrecciano psicologia e magia, sia per il pubblico italiano sia per quello internazionale.
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