Il Gruppo Veronesi punta sul work life balance con una policy ad hoc
Introdotto in via sperimentale l'anno scorso, il modello organizzativo chiamato V-Life Balance è stato confermato per oltre mille dipendenti della realtà agroalimentare italiana, punto di riferimento per la produzione di mangimi, carni, uova e salumi
Il Gruppo Veronesi, realtà agroalimentare italiana di riferimento per la produzione di mangimi, carni, uova e salumi con il marchio omonimo accanto ad AIA e Negroni, conferma la scelta di puntare sulla responsabilizzazione dei suoi oltre mille dipendenti, rinnovando la policy lanciata nel 2025 in via sperimentale, sotto il nome di “V-Life Balance”. Alla decisione, annunciata nei giorni scorsi, l’azienda è arrivata dopo aver condotto un sondaggio interno tra i propri manager che hanno espresso per la stragrande maggioranza feedback molto positivi.

Tra le motivazioni per cui la sperimentazione del modello è stata accolta con favore, il sondaggio ha messo in luce la volontà pressoché unanime di mantenere la flessibilità oraria, riconosciuta come uno strumento efficace per favorire la conciliazione di vita personale e lavorativa.
In più, i manager coinvolti nel sondaggio hanno detto sì a un approccio organizzativo orientato sugli obiettivi anziché sulla sola presenza oraria, per la sua capacità di mantenere al tempo stesso un costante livello di servizio, efficacia e continuità nelle attività aziendali.
“V-Life Balance” è stata introdotta in tutte le sedi del Gruppo a beneficio in particolare delle persone che lavorano nei comparti non direttamente legati alle attività produttive. Basato sulla libertà nell’organizzazione dell’orario della giornata lavorativa, il modello stabilisce per tutti la possibilità di indicare inizio e fine nel rispetto delle esigenze organizzative e operative dell’azienda, mantenendo le 39 ore settimanali come riferimento convenzionale.
In merito alla nuova policy Diego Piccolo, Direttore Risorse Umane del Gruppo Veronesi, parla proprio di una vera e propria rivoluzione nel modo di lavorare dell’azienda, «frutto di un percorso già avviato in questi anni con l’adozione dello smart working – prosegue Piccolo – che ci ha portato alla scelta di valorizzare il senso di responsabilità dei colleghi nella gestione delle proprie attività e nell’orientamento ai risultati. È un cambiamento importante, specialmente in un Gruppo come il nostro dove convivono e collaborano cinque generazioni diverse, con mansioni e ambiti professionali molto differenti tra loro e attivi lungo tutta la filiera».

Allo smart working il Gruppo è infatti giunto nel 2022, con il coinvolgimento lo scorso anno nel nuovo modo di lavorare di oltre 700 persone, pari a circa 22 mila giornate lavorate in maniera agile. Introdotta anche già da qualche tempo anche la piattaforma “Veroneasy Life“, utilizzata dai dipendenti per convertire il valore detassato del Premio di Risultato maturato (totale o una sua parte) nell’acquisto di beni e servizi, dall’assistenza sanitaria all’educazione scolastica, fino ad arrivare ad attività sportive e per il tempo libero e a buoni spesa e benzina.
Durante l’estate, inoltre, le persone che non lavorano nei settori che richiedono continuità operativa possono fruire del venerdì pomeriggio libero. Per finire, allo scopo di garantire a tutti i dipendenti opportunità di sviluppo delle competenze, il Gruppo Veronesi ha previsto percorsi di formazione continua, sia in presenza che online o in modalità ibrida.
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