Vita da mamme: leggendarie per un giorno, multitasking il resto dell’anno

Archiviata la Festa a loro dedicata, le mamme italiane sono tornate alla normalità degli innumerevoli impegni quotidiani: Atena Manca offre il suo punto di vista su come affrontarli con un pizzico di leggerezza in più. Presupposto essenziale: mettere a tacere quel senso di colpa insidioso che continua ad affliggere molte di quelle che lavorano

di Atena Manca*

La Festa della Mamma è passata.
Abbiamo ricevuto disegni pieni di cuori, lavoretti fatti con la colla glitterata che resterà sul tavolo fino al 2032 e messaggi dolcissimi scritti, molto probabilmente, sotto dettatura delle maestre.
Per un giorno le mamme vengono celebrate come creature leggendarie.
Poi arriva lunedì mattina e si torna alla realtà: call, zaini da preparare, chat della scuola, liste infinite e quella costante sensazione di stare dimenticando qualcosa.

Essere madre, in fondo, è soprattutto questo: avere contemporaneamente in testa una riunione importante e il fatto che manchi il pongo per domani.
E se lavori, spesso si aggiunge anche un piccolo compagno di viaggio fisso: il senso di colpa.
Per anni molte donne si sono chieste se lavorare tanto potesse togliere qualcosa ai figli. La buona notizia è che ormai la ricerca racconta una storia diversa.

Uno degli studi più noti della Harvard Business School ha mostrato che i figli delle madri lavoratrici crescono bene, sereni e con modelli relazionali molto equilibrati. Le figlie tendono ad avere maggiori opportunità professionali e i figli maschi, una volta adulti, collaborano di più nella gestione familiare.
Insomma: pare che vedere una madre lavorare non traumatizzi affatto i bambini.
Al massimo insegna che in una casa tutti dovrebbero sapere dove si trova la lavatrice.

Questo non significa che esista un modello giusto di maternità.
Lavorare o non lavorare resta una scelta personale, economica, familiare, emotiva. E ogni storia è diversa.
Però forse possiamo alleggerirci almeno di un peso: l’idea di dover continuamente dimostrare che essere madri e avere ambizioni siano due cose incompatibili.

Molte di noi sono cresciute guardando madri che facevano tutto senza chiamarlo multitasking. Donne magari stanche, imperfette, sempre di corsa, ma capaci di insegnarci una cosa importantissima: una donna può amare profondamente la propria famiglia senza smettere di esistere anche fuori da essa.
E forse è questa la riflessione più bella da portarci dietro anche dopo la Festa della Mamma.

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* Chi è l’autrice
Atena Manca è una professionista con 20 anni di esperienza nel marketing e nella comunicazione. Laureata in Economia per l’Arte e la Cultura all’Università Bocconi e con un Master in Marketing a Publitalia ’80, ha completato di recente il corso Mastering Digital Marketing in an AI World alla London Business School. Creatrice del blog Madonnager.it, Atena condivide riflessioni e consigli (anche quelli non richiesti!) su come bilanciare carriera, maternità e vita personale, sempre con un pizzico di ironia.

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