Curiosità “punta e clicca”: il caso Rusty Lake
Nella seconda puntata di Level Up, Lisa Coronini racconta come e perché il gioco Rusty Lake sia utilissimo per allenare la competenza del problem solving. Avvertenza per scettici e boomer: per giocare non servono né pc di ultima generazione né console da super Nerd, quindi non ci sono
scuse per non provarlo!
di Lisa Coronini*

Nel 2025, il mercato globale dei videogiochi ha raggiunto i 197 miliardi di dollari: più di musica e cinema messi insieme. Nonostante questi numeri da capogiro, il gaming fatica ancora a scrollarsi di dosso il pregiudizio di essere poco educativo.
Se alla parola “videogiochi” vi è scattato in testa Fortnite, è esattamente di questo pregiudizio che sto parlando.
In realtà, il mondo videoludico è molto più vario di quanto si immagini e propone esperienze capaci di stimolare il pensiero e sviluppare competenze fondamentali in modo coinvolgente.
Un ottimo punto di partenza per scoprirlo è Rusty Lake, uno studio indipendente che ha creato una serie di videogiochi misteriosi e originali.
E così eccoci qua: benvenuti nella seconda puntata di Level Up!
Oggi cambiamo completamente genere: se con Sky Team abbiamo esplorato fiducia e collaborazione in un gioco da tavolo per due giocatori, ora ci immergiamo in una serie di videogiochi davvero interessante.

Rusty Lake è sia il nome dello studio indie olandese che ha creato sia i giochi, sia il mondo surreale e inquietante dove sono ambientate tutte le avventure. La serie è composta da giochi “punta e clicca” giocabili su qualsiasi computer o smartphone (quindi «non ho un PC performante» o «non ho una console» non sono alibi validi😏). Può essere giocato da soli o in gruppo, e l’obiettivo è semplice… o almeno, all’apparenza semplice: risolvere enigmi cliccando e osservando attentamente ogni dettaglio per portare a termine la storia.
La prima cosa che colpisce è il design: minimalista ma iconico, con uno stile che unisce fantastico e onirico. Ogni scena sembra un quadro surrealista, e ogni oggetto può avere un ruolo cruciale. Entrare in Rusty Lake significa immergersi in un universo misterioso dove nulla è come sembra… e tutto è collegato.
E le competenze? Il filo conduttore è la curiosità e Rusty Lake la allena in modo naturale, attraverso uno storytelling onirico che ti aggancia dal primo istante. Non si gioca per passare il tempo: si gioca per scoprire cosa succede dopo, per capire cosa si nasconde dietro ogni scena, per portare a termine una storia che diventa sempre più avvincente. È quella spinta a voler sapere che ti fa andare avanti anche quando la soluzione non è evidente.
Ed è proprio qui che entra in gioco il pensiero divergente, cuore del problem solving creativo. In Rusty Lake non ci sono regole rigide né riferimenti certi: un maggiordomo dal fare enigmatico, un alambicco, un ricordo sepolto. Oggetti e personaggi apparentemente privi di senso che, a un certo punto, diventano la chiave per andare avanti.
In un mondo onirico, a metà tra un dipinto di Magritte e un romanzo di Murakami, sei costretto a guardare tutto con occhi diversi e a trovare connessioni dove non avresti mai pensato di cercarle, allenando la capacità di non arrendersi al primo ostacolo e di tornare sul problema con occhi nuovi. Rusty Lake ti insegna che, anche quando tutto sembra irrisolvibile, spesso basta osservare meglio il contesto per comprendere meglio il problema. Che è, in fondo, l’essenza del problem solving.
Ogni gioco della serie è perfettamente collegato agli altri, e i personaggi ricorrono nei vari titoli, creando un filo narrativo continuo. Online si trova facilmente l’ordine cronologico dei giochi, ma io vi consiglio di iniziare da due titoli perfetti come punto di partenza: Cube Escape: The Lake o Rusty Lake: Hotel. E una volta iniziato… beh, preparatevi: vi ritroverete a fare binge-playing per scoprire come continua la storia!
Arrivederci al prossimo LEVEL UP!

*Chi sono
Project Leader di Fabbrica di Lampadine, mi occupo di progettazione e sviluppo di percorsi di formazione manageriale. Sperimentatrice seriale di giochi da tavolo nella vita, osservo con curiosità cosa accade quando il gioco allena competenze professionali. Con sorpresa ho scoperto che i due mondi hanno molto in comune. Così ho deciso di raccontarvelo.
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