Otto Marzo, #GiveToGain: la flessibilità premia la carriera delle donne
Alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, la ricerca curata dall'International Workplace Group (IWG) conferma la presenza di un forte legame tra l'offerta di flessibilità da parte delle aziende e la crescita delle carriere femminili
Alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna 2026, l’International Workplace Group (IWG) ha rilasciato una ricerca sull’offerta di flessibilità a misura di lavoratrici da parte delle aziende. L’argomento è in linea con il tema scelto per la ricorrenza #GiveToGain ed è stato condotto su un campione di oltre duemila donne. Tra i risultati più importanti è emerso che i modelli di lavoro ibridi e flessibili stanno generando livelli più alti di motivazione e fiducia sul lavoro.

Più nel dettaglio, due terzi delle donne intervistate (66%) afferma che il lavoro ibrido ha avuto un impatto positivo sul loro percorso di carriera, una percentuale che sale per le Millennial (79%) e la Gen Z (76%).
Quasi otto donne su dieci (77%) dichiarano inoltre che difficilmente accetterebbero un lavoro che non prevede policy di lavoro ibrido, dimostrando come le aziende a flessibilità zero rischino di limitare significativamente il proprio accesso ai talenti migliori. Solo il 7% afferma che l’accesso al lavoro flessibile non avrebbe alcun impatto sull’accettazione di una potenziale offerta di lavoro.
Quasi tre quarti del campione analizzato (73%) aggiunge in più di essere maggiormente propenso a rimanere in un’azienda che dà l’opportunità di risparmiare tempo negli spostamenti, lavorando vicino a casa.
Il pendolarismo, per converso, continua a rappresentare un ostacolo significativo per la carriera delle donne. Quelle che sono costrette a raggiungere l’ufficio più volte a settimana, affrontando spostamenti lunghi e costosi, riscontrano ripercussioni negative sulla sfera privata e professionale. Lo testimonia il 68% delle intervistate da IWG, che considera il tempo destinato agli spostamenti casa lavoro un’erosione del proprio tempo da dedicare alla vita personale e al benessere. Il 64% lo indica tra l’altro come un fattore che complica l’equilibrio con le altre responsabilità, mentre per il 67% si traduce in meno tempo trascorso con la famiglia.
Il pendolarismo, infine, peggiora anche il rendimento sul lavoro: il 61% delle donne riscontra un calo di energia e produttività, il 56% fatica a mantenere la motivazione in ufficio e il 41% vede ridotte le proprie prospettive di carriera a lungo termine. Quest’ultimo dato sale al 53% tra le giovani di 18-24 anni.
Il collegamento tra i risultati della ricerca e il tema scelto per la Giornata Internazionale della Donna è al centro della riflessione di Fatima Koning, Chief Commercial Officer di International Workplace Group Plc, che ha detto: «L’investimento in flessibilità genera un ritorno di grande valore. Non solo aumenta la produttività e migliora l’equilibrio tra vita privata e professionale, ma rafforza anche la collaborazione, aumenta la fiducia e amplia l’accesso a network di leadership, aiutando le donne a rimanere e a progredire nel mondo del lavoro. La flessibilità non è più un’opzione facoltativa, ma un elemento fondamentale per valorizzare e sprigionare il potenziale dei talenti».
A sua volta, Mark Dixon, Ceo di International Workplace Group Plc, ha aggiunto: «Quando le persone possono lavorare più vicino a casa, in spazi professionali e comodi, ottengono molto più che semplice flessibilità. Il lavoro ibrido apre nuove opportunità di collaborazione e di crescita professionale, riducendo al contempo il peso dei lunghi spostamenti quotidiani. il lavoro flessibile agisce come un vero e proprio catalizzatore di crescita».
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