Milano Cortina 2026, la legacy delle competenze secondo il Randstad Research
Non solo infrastrutture, ma competenze spendibili nel tempo. Lo sostiene la ricerca “Oltre il Traguardo: la Legacy di Competenze di Milano Cortina 2026”, realizzata da Randstad Italia, HR Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, che ha analizzato oltre 750 annunci di lavoro pubblicati da Fondazione Milano Cortina 2026 dal 2023 all'autunno 2025 con i relativi profili richiesti.
L’eredità di Milano Cortina 2026 non sarà fatta solo di infrastrutture, ma soprattutto di competenze. È questa la conclusione della ricerca curata per Fondazione Milano Cortina dal Randstad Research sull’evento in apertura il prossimo 6 febbraio. Intitolata “Oltre il Traguardo: la Legacy di Competenze di Milano Cortina 2026”, l’indagine sposta il focus dall’impatto materiale dei Giochi a quello sul capitale umano.

Se le stime economiche parlano di circa 36 mila posti di lavoro complessivi, indotto compreso, tra edilizia, organizzazione e turismo, lo studio evidenzia un’eredità meno visibile ma più duratura: il bagaglio di skill sviluppato da chi lavora all’evento. L’analisi ha riguardato infatti oltre 750 annunci pubblicati dalla Fondazione Milano Cortina 2026 tra il 2023 e l’autunno 2025, con un’attenzione specifica alle competenze richieste.
Il quadro che emerge è quello dei Giochi come acceleratore di esperienza professionale.
Le competenze tecniche sono presenti, ma il tratto dominante è quello delle skill trasversali: comunicazione (anche in lingua straniera), lavoro in team, capacità di operare in contesti multidisciplinari e multiculturali, problem solving in situazioni complesse e con tempi stretti, gestione dello stress e coordinamento di più attività. Nel complesso sono tutte capacità sempre più centrali in un mercato del lavoro che richiede flessibilità e collaborazione. L’esperienza olimpica diventa così un fattore di occupabilità che va oltre la durata dell’incarico.
Rispetto ai ruoli più specificamente legati ai Giochi, Randstad ha raccolto circa 100 mila candidature, con una media di application per ciascun annuncio di 128 ciascuno. Il settore con più candidature per posizione è quello dei servizi di educazione, formazione e lavoro (390 in media), seguito da attività ricreative e sportive, servizi culturali e dello spettacolo e turismo. All’opposto l’edilizia, con 11 candidature medie per offerta.
Per numero di annunci, invece, prevalgono trasporti e logistica, che rappresentano circa il 33% delle offerte, seguiti dai servizi turistici e dalle attività ricreative e sportive. Proprio turismo e sport sono i comparti dove si è registrato il miglior equilibrio tra domanda e offerta.
Dal punto di vista dei profili, il 67% degli annunci riguarda ruoli amministrativi, il 24,9% posizioni manageriali e il 7,9% apprendistati o tirocini, a conferma di una fase in cui erano soprattutto richieste figure organizzative di livello medio-alto.
La ricerca propone quindi una lettura diversa della legacy olimpica: accanto alle opere, resta un capitale umano formato in un contesto ad alta complessità, abituato a lavorare sotto pressione, in squadra e in ambienti internazionali. Un patrimonio che può tradursi in competenze diffuse per imprese e territori, ben oltre il 2026.

Sui risultati della ricerca Emilio Colombo, Coordinatore del Comitato scientifico di Randstad Research, ha detto: «In un contesto in cui l’intelligenza artificiale è spesso vista come uno strumento che può ridurre le opportunità di apprendere attraverso l’esperienza diretta, il caso dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 rappresenta l’esatto opposto: un’intensa esperienza di apprendimento pratico, con un impatto forte e duraturo sul bagaglio di competenze dei lavoratori. Questa esperienza potrà avere ricadute benefiche sul mercato del lavoro in vario modo: direttamente sui lavoratori coinvolti e indirettamente sulle imprese e sui territori che saranno arricchite dal nuovo sapere. Con la possibilità di
mettere a frutto conoscenze e competenze acquisite, soprattutto trasversali, in qualità di formatori, tutor
o mentor in differenti livelli formativi».
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