OTB supporta le dipendenti nei loro progetti di maternità e genitorialità
Partito il progetto di educazione e prevenzione sui temi della fertilità del gruppo moda OTB, con l'obiettivo di promuovere una genitorialità informata e consapevole attraverso momenti di formazione e il finanziamento di percorsi di preservazione della fertilità.
La prevenzione sulla fertilità è al centro di un progetto supportato da OTB Foundation per offrire alle dipendenti delle sedi italiane del gruppo moda OTB supporto nei loro piani di maternità e genitorialità. Realizzato in partnership con il Gruppo Genera, la maggiore realtà italiana nell’ambito della PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), è stato studiato ad hoc per offrire un accesso agevolato ai servizi per la preservazione della fertilità.

Il progetto è stato presentato durante un evento di informazione scientifica rivolto ai dipendenti del gruppo OTB, dedicato ai temi della prevenzione, del tempo biologico e del futuro riproduttivo.
In un contesto in cui l’età media alla prima maternità continua a crescere, in Italia le donne diventano madri per la prima volta in media a 33,8 anni e il numero medio di figli per donna è pari a 1,18. Il progetto risponde quindi ai cambiamenti nei tempi di vita e di lavoro che portano sempre più donne a posticipare le scelte di genitorialità.
Sugli effetti dello spostamento in avanti dell’età dei futuri genitori ha detto in particolare Filippo Maria Ubaldi, professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia presso l’Università della Calabria e Direttore Medico del Gruppo Genera: «Il tempo è la variabile biologica centrale della fertilità e, a differenza di altri fattori, non può essere recuperato». A suo avviso, insomma, «oggi il problema non è la mancanza di possibilità, ma il ritardo nell’informazione. Quando la consapevolezza arriva tardi, le opzioni si riducono. Informare in modo tempestivo è una forma concreta di prevenzione, con un impatto diretto anche sul quadro demografico del Paese».
La preservazione della fertilità può essere ottenuta in vari modi: Laura Rienzi, professoressa Associata presso il Dipartimento di Scienze Molecolari dell’Università di Urbino e Direttore Scientifico del Gruppo Genera, ha parlato in particolare di social freezing, che può essere considerato, per alcune persone, «una delle opzioni possibili in un contesto di vita e di lavoro in evoluzione, senza mai prescindere dal ruolo centrale del tempo biologico».
Sul senso generale dell’iniziativa ha commentato a sua volta Arianna Alessi vicepresidente di OTB Foundation: «Questo progetto si inserisce in una serie di altre attività promosse dalla Fondazione per favorire l’uguaglianza di genere anche sui luoghi di lavoro delle aziende del Gruppo, al fine di supportare le donne nei loro obiettivi personali e professionali per garantire che le decisioni riguardanti la maternità siano sempre più libere e individuali».
Sul social freezing Alessi ha poi specificato come la sanità pubblica lo copra solo «per specifiche patologie mediche, o con tempi di attesa lunghissimi, rendendo la pratica un privilegio per pochi che si vedono costretti a ricorrere a strutture private con costi elevati». Di qui la scelta della Fondazione di «finanziare i percorsi per le colleghe del gruppo che aderiranno, al fine di promuovere la libertà di scelta sulla propria vita riproduttiva, contrastare l’infertilità legata all’età e offrire soluzioni a un’evoluzione sociale e lavorativa che spesso posticipa il desiderio di maternità».
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