Sì all’IA come copilota di staffing e gestione dei talenti: la visione di Furious

La proposta della realtà internazionale specializzata nel supporto di agenzie creative e organizzazioni similari per gestire i task di vari comparti aziendali, compreso l'HR, attraverso un Enterprise Resource Planning co-diretto dall'IA

La gestione dello staff sta entrando in una fase di trasformazione profonda per effetto dell’ingresso dell’intelligenza artificiale anche nella gestione del capitale umano. È quanto emerge dall’analisi di Furious, realtà internazionale che ha sviluppato un ERP (sigla che sta per Enterprise Resource Planning) pensato per agenzie creative, società di consulenza e organizzazioni che lavorano per progetti, centralizzando processi operativi, finanziari e HR in un’unica piattaforma.

Davy Tessier, Ceo di Furious

Secondo la sua indagine, nei prossimi 3–5 anni si assisterà alla definitiva transizione dallo staffing reattivo, basato su email, fogli di calcolo e correzioni manuali, a uno staffing predittivo, ossia capace di anticipare le esigenze aziendali, evitando stop improduttivi grazie a una scelta più mirata delle singole competenze richieste per ciascun task.

La trasformazione è favorita dall’IA, già adottata in fase di test con agenti ad hoc, secondo Furious, dal 62% delle organizzazioni internazionali analizzate. Coinvolta anche l’Italia nel fenomeno, con adozione tra le imprese sopra i 10 addetti salita al 16,4% nel 2025, ossia quasi raddoppiata in un anno.

Per l’ulteriore accelerazione verso uno staffing davvero predittivo, Furious propone un ERP ancora più “intelligente”, in grado di collegare le funzioni HR, commerciali, produttive e finanziarie, in maniera da realizzare una sorta di canovaccio unico dell’azienda, modificabile in tempo reale.

Per poter arrivare a un risultato del genere, servirebbe quindi un’integrazione nativa dell’IA capace di analizzare in automatico carico di lavoro, disponibilità e competenze. Il sistema sarà poi in grado di suggerire match ottimali tra persone e progetti, anticipare picchi di domanda e potenziali sovraccarichi. Poi potrà mettere in evidenza eventuali gap di competenze prima che diventino un problema e infine saprà collegare staffing e marginalità, così che ogni assegnazione abbia un impatto finanziario misurabile.

Secondo Furious, non si tratta quindi di sostituire manager o HR, bensì di potenziare la loro capacità decisionale.
Oltretutto, le persone in grado di adattare al meglio le proprie skill alla velocità impressa dalle continue trasformazioni tecnologiche sono anche quelle sulle quali le aziende farebbero bene a puntare di più gli occhi, premiandole anche in termini di retribuzione.

Una piattaforma come quella suggerita dalla realtà internazionale consentirebbe di aggiornare automaticamente le competenze spese per svolgere i singoli task, identificando gli eventuali gap formativi e soprattutto suggerendo i possibili rimedi per poterli colmare e quindi migliorando anche la soddisfazione delle singole persone.

Mantenendo salda la supervisione umana, l’IA si candida in definitiva a diventare il nuovo copilota dello staffing: l’obiettivo di Furious è aiutare le aziende clienti nella gestione quotidiana dei talenti, trasformandola in un ulteriore vantaggio competitivo concreto.

SEGUI LA DIRETTA DI: