Danila De Stefano entra nel board della non profit Endeavor
Il riconoscimento per la Founder e Ceo di Unobravo testimonia la volontà del network mondiale di imprenditrici e imprenditori ad alto potenziale di sostenere lo sviluppo di Paesi emergenti come l'Italia
Annoverata nel 2022 tra le “Entrepeneur”, Danila De Stefano, Founder e Ceo di Unobravo, è entrata da qualche giorno nel board of Directors dell’associazione non profit Endeavor. Il sodalizio tra la giovane imprenditrice e il più grande network mondiale di imprenditori e imprenditrici ad alto potenziale conferma l’attenzione del primo alla creazione e rafforzamento di ecosistemi imprenditoriali in paesi emergenti come l’Italia.

Dichiarandosi onorata della nomina, la Ceo di Unobravo ha sottolineato la sua volontà di portare l’esperienza maturata alla guida della sua azienda all’interno del network, mettendola «al servizio delle nuove generazioni di imprenditori insieme agli altri Board Members e tutto lo staff di Endeavor, che con dedizione, ogni giorno, lavora per compiere la bellissima mission di supportare economie ad alto potenziale».
A sua volta, Marco Rampazzo, Managing Director Endeavor Italy, rimarca come la storia di Danila Stefano incarni tutto «tutto ciò in cui crediamo: una giovane founder che ha costruito qualcosa di straordinario e ha scelto di mettere la propria esperienza al servizio di chi viene dopo», ha precisato, aggiungendo: «Il suo percorso in Endeavor, iniziato con il programma Elevator per le giovani scale-up e arrivato fino al Board of Directors, è la dimostrazione concreta che la nostra missione di “give back to the ecosystem” non è solo un principio, ma un valore che sempre più imprenditori di successo fanno proprio, contribuendo alla crescita della prossima generazione di founder».
La presenza della giovane imprenditrice nel board permetterà quindi di mostrare ad altrettanti startupper come superare «il collo di bottiglia» di cui parla proprio Danila De Stefano: «Mancano gli incentivi giusti – osserva – mancano gli investitori, mancano le regole che rendano l’Europa un posto dove si possa costruire con alto potenziale. Non è un problema di talento, quanto di struttura e ecosistema».
A chi oggi vuole lanciare una startup in Italia, De Stefano offre quindi tre indicazioni precise, frutto diretto della sua esperienza. «Il primo consiglio – esordisce – è partire da un bisogno reale, non da un’idea astratta o da un foglio Excel che mostri come generare ricavi. L’innovazione autentica nasce dall’ascolto, dal capire davvero cosa non funziona per qualcuno, non dall’inseguire una market opportunity o peggio, una moda. Io ho costruito Unobravo perché avevo vissuto il problema in prima persona, e quella connessione ha fatto la differenza in ogni scelta difficile».
«Il secondo – prosegue la founder e Ceo – è circondarsi di persone migliori di sé, senza paura. Una startup si costruisce sulla fiducia, non sull’ego. I momenti in cui ho imparato di più sono stati quelli in cui ho avuto accanto qualcuno che sapeva fare cose che io non sapevo fare».
Terzo e ultimo consiglio: «Non abbiate paura di unire testa e cuore. Il pragmatismo è necessario, ma da solo non basta. Nel lungo periodo, è la combinazione tra rigore e senso, tra passione e razionalità – il perché si fa quello che si fa – che fa la differenza tra un’impresa che cresce e una che lascia davvero il segno».
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