Digitale fonte di benessere finanziario: la ricerca di YouGov per ING Italia

Secondo la ricerca “Soldi, digitale e benessere”, nel nostro Paese sarebbe sempre più quotidiano l'uso del digitale nella gestione dei servizi finanziari, con un miglioramento complessivo della qualità della vita percepito un po' meno da donne e Millennial

Tutti pazzi per il digitale, con qualche ansia in più per Millennial e donne e maggiore prudenza in Gen X e Boomer. E’ la sintesi estrema dei risultati emersi dalla ricerca “Soldi, digitale e benessere” curata da YouGov per conto di ING Italia, presentata in occasione delle celebrazioni per i 25 anni dei servizi di Digital Banking attivati dal gruppo bancario nel nostro Paese. Realizzata coinvolgendo un campione rappresentativo di italiani maggiorenni di circa un migliaio di persone, l’indagine racconta di un’Italia abituata a usare il digitale nella propria quotidianità.

In particolare, il 70% degli intervistati ne giudica positivamente l’impatto e il 59% ne riconosce i benefici nella gestione finanziaria. I dati si affiancano a un altro elemento significativo: il digitale è ormai utilizzato in maniera strutturale da 9 italiani su 10, confermandosi non più come una semplice alternativa ai canali tradizionali, ma come una componente abituale del modo in cui le persone controllano il conto, monitorano le spese e prendono decisioni economiche.

Ancora, secondo la ricerca di YouGov, il conto corrente è quasi universale e oltre un italiano su due opera online. Controllare saldo e movimenti è diventato per molti un gesto ricorrente, quasi un rito quotidiano o settimanale: 8 italiani su 10 guardano il conto almeno una volta alla settimana, spesso tramite app. Per il 58% questo controllo genera rassicurazione, perché permette di avere sotto gli occhi entrate, uscite e disponibilità in tempo reale.

Detto diversamente, il digitale pare rassicurare gli italiani per la sua promessa di controllo: tra i principali vantaggi emerge proprio la possibilità di monitorare saldo e spese in tempo reale, indicata dal 79% degli intervistati, e la facilità e velocità dei pagamenti, segnalata dal 77%. A questi aspetti si aggiunge la maggiore consapevolezza sulla capacità di gestire le proprie finanze, mentre circa un italiano su tre si sente più libero e più in controllo. Per molti, la banca digitale è in definitiva sinonimo di semplicità, immediatezza e autonomia decisionale.

Tutto lineare, dunque? Non completamente, soprattutto sotto il profilo emotivo: secondo la ricerca un italiano su due si sentirebbe stressato quando si parla di soldi, soprattutto le donne e i Millennial. E se per la maggioranza controllare il conto è rassicurante, per una minoranza può generare ansia: il 15% dichiara di provare stress e il 41% ammette di aver evitato almeno una volta di controllare il conto per paura di ciò che avrebbe trovato.

Le differenze generazionali sono tra l’altro uno dei punti più interessanti dell’indagine. La Gen Z appare più a suo agio nell’uso degli strumenti digitali, pur non essendo immune dagli effetti psicologici legati alla gestione del denaro e all’esposizione online. I Millennial, invece, vivono con maggiore intensità la pressione finanziaria e il controllo del conto può trasformarsi più facilmente in fonte di ansia. La Gen X cerca invece un equilibrio tra autonomia digitale e bisogno di rassicurazione, mentre i Boomer restano più legati alla relazione personale, anche se l’uso dell’online cresce anche tra le fasce più mature: il 47% opera ormai interamente online.

Il tema del benessere digitale si intreccia inoltre a quello dei social, utilizzati almeno tre ore dalla Gen Z. Un giovane su tre confronta la propria situazione economica con ciò che vede online. Un’abitudine che può incidere su ansia, stress e soddisfazione personale: per oltre un giovane su quattro, infatti, il confronto diventa una fonte di pressione. Anche i comportamenti d’acquisto risentono dell’esposizione digitale, soprattutto tra i più giovani, mentre tra i Boomer l’online ha un’influenza molto più contenuta sulle spese.

In questo scenario, la banca ideale è digitale per due italiani su tre, ma non esclusivamente automatizzata. La velocità e la semplicità restano centrali, ma oltre metà degli intervistati considera ancora essenziale poter contare su un consulente reale quando serve. È qui che emerge il bisogno di un “digitale umano”: una banca capace di offrire strumenti rapidi e accessibili, senza rinunciare alla fiducia e alla relazione.

Anche l’intelligenza artificiale suscita interesse, ma con cautela. Il 38% degli italiani proverebbe un chatbot per investire, ma una persona su due resta scettica. Gli uomini e gli utilizzatori abituali di banca digitale risultano più aperti, mentre donne e Boomer mostrano maggiore prudenza. Quando si parla di patrimonio, insomma, la fiducia non si automatizza completamente.

Filippo Stefanelli

Sui dati della ricerca Filippo Stefanelli, Head of Brand, Marketing e Communication di ING Italia, ha così commentato: «Se 25 anni fa era avveniristico pensare ad una banca esclusivamente digitale e “a portata di telefono”, oggi è la quotidianità per milioni di italiani, con sempre meno limiti generazionali e effetti positivi sul senso di controllo e sulla consapevolezza nella gestione delle proprie finanze».

L’indagine sarebbe in linea con il percorso scelto da ING, tra le prime realtà a puntare su un modello di banca retail digitale. Su questo punto Stefanelli aggiunge: «Oggi con 1.340.000 clienti in Italia, ING guarda ad un futuro in cui digitale e relazione umana saranno alleati nella costruzione di una banca universale e in grado di soddisfare una gamma sempre più ampia di esigenze degli italiani, con i tratti distintivi del brand ING: vicinanza, semplicità e accessibilità».

Il digitale, quindi, non è più soltanto uno strumento operativo, ma una leva che incide sul modo in cui le persone percepiscono il proprio denaro, la propria autonomia e il proprio benessere. La sfida, come mostra la ricerca, sarà costruire un equilibrio sempre più solido tra tecnologia e fiducia, tra controllo immediato e supporto umano, tra semplicità d’uso e serenità nella gestione delle scelte finanziarie.

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